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Megaride Basket Napoli-Ass Pallacanestro Cercola 73-63

Parziali

23-20, 16-13, 16-16, 18-14

Megaride Basket Napoli

Zollo 8, Bauduin 6, Crescenzi, Gallo 16, Iorio, Menditto 11, Puoti 9, Finamore 2, Bordi 17, Capezza 2, Mansi 2, Agostini

Coach Zollo, Ass. Abete

Ass Pallacanestro Cercola

Scognamiglio 19, Paone 17, Campa 6, Nappo 5, Rea 5, Staiano 4, Imperato 4, Piccolo 2, Esposito 1, Del Cuoco, La Marca Coach Licursi, Ass Nappo

La Megaride vince al PalaBarbuto con il Cercola, è una importante vittoria in prospettiva play out.

I Blue conducono dall’inizio ma troppo spesso calano di concentrazione e permettono agli ospiti di riavvicinarsi più volte.

Tutti in campo con grande autorevolezza la vittoria è importante!

Ormai i social sono entrati nella nostra vita quotidiana ma il loro uso è diventato più una palestra di insulti e critiche maldestre che un modo di comunicare. Nel Corso Allenatore Nazionale da tre anni prevediamo una lezione per provare a dare i primi rudimenti ma non è facile.
Noi li utilizziamo per parlare delle nostre attività, cercando nei commenti delle partite di essere quanto più equilibrati possibile. Rimbalziamo commenti, interviste, video tecnici e motivazionali, utilizzando il sito, Facebook, Instagram e Twitter.
A volte prendiamo posizione in modo ufficiale ma fondamentalmente proviamo ad attenerci ai fatti. Mai interveniamo su ciò che fanno altre società se non per sottolineare esempi virtuosi.
Oggi abbiamo pubblicato un mini video con una parte di una sequenza didattica che ieri abbiamo sviluppato per lavorare sul passaggio ostacolato, senza sicuramente voler far vedere particolari tecnici perfetti ma solo con riprese volanti. Ebbene non c’è qualcuno che ha trovato il modo di criticare e rimproverarci sulla qualità delle esecuzioni, invitandoci ad un bagno di umiltà?
Mi chiedo il perchè? Nessuno ha mai pensato di fare un video didattico, nessuno ha mai sostenuto di essere perfetto, ma soprattutto nessuno di noi è mai entrato in casa altrui mancando di rispetto a chi lavora. Purtroppo il soggetto è solito usare a sproposito Facebook, pur essendo affettuoso e gentile da vicino, ma pronto a dire di tutto dietro una tastiera.
Sia chiaro, ognuno è libero di pensarla come vuole, ma se si vuole fare questo lavoro è fondamentale essere da esempio ai propri allievi, insegnando coerenza e responsabilità, non certo utilizzando i social in questo modo.

Ed anche questa svolta non si è smentìto, almeno si assumesse la responsabilità di ciò che dice!

Megaride Basket Napoli-San Nicola Cedri 64-82

Parziali: 15-20, 11-20, 22-21, 16-21

Megaride Basket Napoli
Zollo 11, Bauduin 3, Crescenzi 4, Menditto 9, Iorio 2, Puoti 14, Finamore 3, Bordi 18Coach Zollo, Ass. Abete

I ragazzi di Massimo Zollo giocano una partita gagliarda con la capolista, che si presenta senza Johnson e Pignalosa, mentre manca Gallo ai padroni di casa.

Con una rotazione continua di uomini blu riescono a giocare alla pari con i Cedri, tanta grinta in difesa, spesso variando gli schieramenti, finalmente un buon movimento di palla e di uomini cercano di sfruttare i miss match e non mollano mai. Si va al riposo sul 26-40

Al rientro dagli spogliatoi gli ospiti scappano via sul +26 e sembrano chiudere la partita, ma la pressione tutto campo riavvicina i blu fino al -8.

Nell’ultimo quarto regna l’equilibrio anche se i ragazzi di Falcombello mantengono il controllo della gara, riuscendo ad allungare negli ultimi minuti. E’ un passo in avanti da confermare nelle prossime partite.

Vivi Basket Napoli – Scuola Basket Salerno 50-57

Parziali: 16-18, 12-12, 8-10, 14-16

Vivi Basket Napoli
Perretti 3, Sveldezza, Agostini 10, Mansi 4, Sargiotta 2, Naviglio, Marcelletti, Paterniti, Capezza 17, Tolino 4, Cortese, De Felice 10
Coach Di Lorenzo, Ass. Ponticiello, Abete

Scuola Basket Salerno
Sorrentino 15, Naddeo 7, Amodio 5, Zastavnyy 17, Fattorusso 7, Di Palma 6, Abbagnale, Sorgente, Frasca, Borrelli, Criscuolo, Varone
Coach Morena, Ass. Forgione

La Scuola Basket Salerno vince con merito a Casalnuovo e riapre i giochi per il campionato.

Partono forte gli ospiti che conducono il gioco sfruttando il nervosismo dei padroni di casa che sbagliano tanto al tiro e concedono troppo alle penetrazioni di Sorrentino. Nel finale di quarto c’è una reazione e si chiude sul 16-18.

Nella seconda frazione c’è maggiore equilibrio ma i pellicani continuano a giocare contratti, ben contenuti dalla difesa avversaria e sbagliano tanto, si va al riposo sul 28-30.

Al rientro dagli spogliatoi i blu con la difesa reagiscono forte e passano in vantaggio, sul +3, ma i ragazzi di Morena reagiscono e ribaltano il parziale, chiudendo sul +4.

Nell’ultima frazione continua l’altalena ma Salerno è più lucida e si porta sul +8. Nuova reazione di Vivi Basket che si porta sul -4, sbagliando due appoggi per il -2. SBS controlla la partita e porta a casa una importante vittoria.

 

Stiamo giocando il campionato di serie C con una squadra under 18, nell’ultima parte addirittura l’età media era 17,5. Una scelta ben precisa in un campionato che lascia spazio a questa possibilità.

Purtroppo la situazione disastrosa dei campi non permette di allenarci come si dovrebbe, il nucleo è composto dalla DNG del Cuore Napoli Basket (sei giocatori cresciuti con noi), con l’innesto del nostro unico senior del 1996, cresciuto con noi, e dei 2002. Ma anche la DNG non ha campi dove allenarsi, per cui è veramente difficile una preparazione adeguata. Aggiungiamo che si gioca sempre a Casalnuovo, grazie alla disponibilità di Antonio Caliendo, per l’indisponibilità del Polifunzionale di Soccavo.

Sabato abbiamo giocato con il Basket Sarno, squadra giovane con due senior di peso ma originale nella sua composizione, 7 stranieri su 11 giocatori del Roster!

Il regolamento lo permette ma io sinceramente non comprendo l’utilità per il nostro movimento di far giocare 7 ragazzi, alcuni dei quali giovanissimi, che quindi termineranno la formazione ma che nulla porteranno al nostro movimento.

Io personalmente la vedrei così: i giocatori non eleggibili dopo lo svincolo non assegnano premi NAS . Dopo lo svincolo i NAS sono della FIP .

Se viene tesserato (dopo lo svincolo) dalla società dove ha fatto formazione questa non paga NAS, ma se va altrove non incassa .

Con questo si indirizza l’arrivo di giocatori stranieri di alto livello, dove il NAS per le società che lo prendono incide poco, dove invece conta il contratto e le penali di uscita.

Se una A1 prende un giovane nazionale lettone o lituano si pensa sia giocatore minimo da A1 (per la stessa squadra) e/o rivendibile in NBA o Europa .

Si evita il “traffico” di ragazzini medio-scarsi raccolti un po ovunque da “trafficanti di organi” .

Chi prende stranieri deve avere obiettivo di fare attività per la propria prima squadra non per fare NAS ….

Importante evidenziare che questa modifica tocca poco i tanti ragazzi figli di famiglie stranieri che vivono in Italia (quindi che non arrivano per giocare ma sono in Italia per la famiglia) .

Ricordo che per i ragazzi stranieri nati in Italia (da genitori stranieri residenti in Italia ) vale la regola di “apolide” alla nascita che gli permetterà di diventare (su semplice richiesta) cittadino italiano a 18 anni ( dal momento che diventano italiani i NAS sono validi perché eleggibili (esempio Biligha nato in Italia da genitori Camerunensi residenti in Italia al momento della nascita) .

Questi non avranno problemi rispetto a chi viene in Italia per giocare e al solo scopo di diventare “formati” per giocare in B .

insomma le stesse risorse vengano riversate sui nostri vivai, nel reclutamento nelle scuole, negli allenatori, nell’incentivare chi lavora con i giovani!

RdL

Con l’inizio della nuova stagione il nostro sito ha già superato tutte le cifre degli scorsi anni! Siamo già con 1000 pagine visitate e 5000 visitatori in più dei nostri massimi su 12 mesi. Quest’anno lavoreremo per migliorarla ulteriormente!

Parte oggi la stagione agonistica per la Megaride Basket Napoli con la partita di Coppa Campania con il Club Basket Irpinia. Si giocherà a Casalnuovo, per l’inagibilità del Polifunzionale di Soccavo. La squadra, profondamente rinnovata, sarà guidata in panchina da Antonio Barbuto, con Ciro Abete come assistente, al suo fianco Fabio Schisano come Direttore Sportivo. Lo stile sarà sempre quello degli ultimi anni con un’età media del roster di 17,2 anni. Oggi in campo ci saranno 5 ragazzi del 2002! 

La squadra nasce dalla collaborazione con il Cuore Napoli Basket che ricambia il prestito dei nostri giocatori per la DNG con il Doppio tesseramento dei suoi atleti, ad essi si aggiungono i ragazzi del gruppo 2002, con la possibilità di immissione di altri ragazzi nei prossimi mesi. 

L’obiettivo è come sempre la crescita in campo dei più piccoli, per farli arrivare pronti a 19 anni per giocare nei campionati superiori. Il capitano sarà Ivan Finamore cresciuto nel Progetto Vivi Basket, con lui l’altro senior sarà Leandro Buongiovanni, un altro veterano del Progetto.
Il preparatore fisico è Andrea Di Bonito, un altro ex giocatore del Vivi Basket che rientra nel Progetto con un nuovo ruolo.
In bocca al lupo!

Il Roster della Megaride 2017_2018

E’ un po’ di tempo che ragiono sulle partite e gli allenamenti delle squadre giovanili.

In realtà in una partita giovanile l’unica cosa che conta è ciò che si vede sul campo, le differenze mentali, fisiche e tecniche tra i singoli giocatori che portano al risultato, frutto del lavoro fatto in palestra con il coach, in cui la capacità individuale sviluppata da ciascuno porta un contributo alla squadra. Se non si sa attaccare la zona, perdendo tanti palloni per cattivi passaggi si deve tornare in palestra e lavorare meglio, con maggiore concentrazione, non deve essere un dramma, nessuno sbaglia intenzionalmente. La partita serve a programmare il successivo allenamento! Questa idea deve essere condivisa con i ragazzi per comprendere le aspettative di ciascuno, la coscienza reale dei propri limiti e definire una strada per crescere.

Ma purtroppo questa visione non è ben chiara: esistono altri due livelli da considerare, le aspettative individuali di ciascun giocatore ed allenatore, e quelle di genitori e persone fuori del campo che sono a contatto quotidiani con i ragazzi.

Il giovane giocatore molto spesso non ha reale coscienza dei propri limiti, naturali quando si è giovani. Limiti superabili solo con un lavoro costante e certosino in palestra, con grande concentrazione, in una estensione temporale variabile da persona a persona. La cultura del web fa pensare che tutto sia resettabile e raggiungibile con un clic.

Questo ragionamento deve essere fatto sia dai giocatori che dagli allenatori che devono avere una corretta visione per permettere ai ragazzi di crescere gradualmente in ogni aspetto. Nella mia esperienza ho imparato che quando qualcosa non va mi devo chiedere sempre cosa devo fare io per avere un approccio efficace per crescere.

Proprio da questo approccio nasce la necessità di aiutare a calibrare le aspettative esterne sui ragazzi, dei genitori e degli amici che spesso valutano ragazzi di 13/15 anni come giocatori fatti e finiti, ponendo su di loro e su tutta la squadra una pressione con un’ottica completamente sbagliata. Anche qui di due tipi, c’è chi colpevolizza il ragazzo e chi fornisce alibi, prendendosela con lo staff, con i compagni e con gli arbitri. Pochi quelli che sostengono i ragazzi lasciando loro vivere l’esperienza dello sport con la felicità delle vittorie e il dolore per gli insuccessi.

Resta fondamentale condividere con i genitori questa modalità per aiutare lo sviluppo della responsabilità individuale dei ragazzi, ma soprattutto impegnandosi fortemente a farlo noi allenatori, in primis!

Nessuno può predire, con certezza, il futuro di un giocatore, ma sicuramente lo si può fortemente limitare con errate pressioni. Il risultato è che ogni partita vinta o persa diventa uno stress non facilmente sopportabile dai ragazzi, deviandoli dall’essenza del gioco e da una serena crescita individuale, dove il basket è uno strumento per crescere come persone, non solo sul campo ma soprattutto nella vita.

E chiudo con un estratto della bella intervista fatta da Claudio Barresi ad Ettore Messina nell’ultimo numero di Playbook.

Sviluppare il talento di un giovane per costruire un giocatore di alto livello, cosa ritieni sia importante?

Superare il confitto di sempre, ovvero quello tra l’obiettivo di vincere le partite (fare bene adesso) e crescita nel tempo. Questo confitto vale per tutti e ognuno si regola come meglio crede. Spesso le passioni momentanee del momento ti impediscono di vedere meglio il futuro. E’ la grande sfida di tutti gli allenatori di settore giovanile.

Roberto di Lorenzo