Ciao Giovanni

Sono a casa sul computer e d’improvviso si accende la spia di una chat, è Marilena Rienzi  mi avverte della fine di Giovanni Gavagnin, un senso di vuoto mi pervade. Giovanni è stato per me un mito, per voi più giovani che mi leggete, probabilmente non rappresenta niente. UN grandissimo giocatore arrivato a Napoli negli anni 60, quando Giovanni Borghi, il signor Ignis, nel quadro dell’operazione industriale che prevedeva nuovi stabilimenti al Sud, fece trasferire due grandi campioni, Giovanni Gavagnin e Remo Maggetti a giocare nella Partenope. Lavoravano e poi andavano ad allenarsi il pomeriggio. Portarono la Partenope in Serie A, inventarono il basket a Napoli, dopo di loro arrivarono Vittori, Flaborea, Bufalini e tanti altri. Così nacque il basket a Napoli. Arrivò la coppa Italia, il Mario Argento stracolmo, la coppa delle coppe, il secondo posto in campionato, nacque la scuola napoletana con tanti giocatori, allenatori, la passione che ancora ci lega. Giovanni rimase Napoli, si stabili a Caserta, Sandra , sua figlia, ha giocato per anni brillantemente, nelle nostre squadre, e lui con il suo vocione continuava a spezzare il pane del basket sul campo. Ricordo il corso allenatore nazionale a Rieti e Roma, con Giovanni che dimostrava con noi, non usava gli occhiali, ma faceva sempre canestro, ci dava dentro come e più di noi, molto più giovani, ci stimolava.

Adesso non c’è più, ma chi lo ha conosciuto ne porterà il ricordo nel cuore per sempre!