Coach on the road: Roberto Galdiero

Roberto Galdiero è uno dei coach formatisi alla nostra scuola che hanno deciso di impegnarsi nel lavoro, lasciando il basket alla passione. Un ingegnere prestato al basket con il marchio Vivi Basket, una gran persona! 

La mia avventura al Vivibasket ha avuto inizio nel 2008: ricordo ancora il primo colloquio avuto con Roberto Di Lorenzo al Palabarbuto, la casa dell’S.S. Basket Napoli proprio di fronte al Mario Argento, La Mecca per gli amanti del basket partenopeo. Ciò che mi sorprese sin da subito fu che Roberto non iniziò col domandarmi quanti campionati regionali avessi vinto o quanti anni di esperienza cestistica avessi, ma cominciò con l’illustrarmi il suo progetto domandandomi chi fossi io come persona, cosa facevo, cosa studiavo e quali fossero i miei interessi.  

Già a 16 anni ero consapevole di voler intraprendere la strada del coaching ed ho avuto la fortuna di potermi cimentare sin da subito per tre anni con dei gruppetti nella mia realtà giuglianese prima di approdare a Fuorigrotta…

Mi son ritrovato quindi catapultato in una realtà completamente diversa, passando dai soliti tre allenamenti settimanali con il mio gruppetto di provincia all’essere coinvolto in campo tutti i giorni dalle prime ore del pomeriggio sino a sera tarda ,prendendo parte anche a 3 partite in una settimana con trasferte indimenticabili anche su campi fuori regione.

Per quanto la realtà fosse più grande di me il poter affrontare il percorso con persone che condividevano la mia stessa forte passione era di grande stimolo: ho conosciuto persone fantastiche come Pietro Pallonetto, Alessandro Rossi, Aldo Russo,Francesco Cavaliere e l’inarrestabile Alessandro Stendardo a cui devo gran parte della mia formazione.

Indimenticabile anche il Master sulla pallacanestro integrata organizzato da Roberto con la SIPI integrazioni, con Andrea Capobianco come formatore e psicologi dello sport come il Prof. Nando del Prete e Tonia Bonacci. E’ stato un percorso altamente formativo che mi ha permesso di lavorare molto su me stesso dal punto di vista tecnico ma soprattutto introspettivo.

Nell’ultimo anno di avventura al Vivibasket ho avuto modo di lavorare con Claudio Barresi, dal quale ho cercato di apprendere la sua grande capacità comunicativa dote che credo indispensabile per poter trasferire agli altri il tuo sapere e che va calibrata in base al gruppo e all’età dei ragazzi che alleni.

Dell’esperienza al Vivibasket mi resta sicuramente l’aspetto formativo, la sensazione di far parte di un gruppo unito nella ricerca continua della crescita nella condivisione e la cura dei dettagli non solo dal punto di vista tecnico ma anche da quello relazionale: la continua ricerca della “giusta chiave”.

Due anni fa sono stato accolto a Monterusciello da una nuova famiglia, la Scuola Basket Valerio Spinelli, che ha creduto in me affidandomi il ruolo di responsabile del settore giovanile.

Una realtà sicuramente diversa ma emergente nella quale ho cercato di ripagare da subito la fiducia riposta conquistando la Serie D con un gruppo fantastico, e provando a lavorare sul settore giovanile con i principi che ho avuto modo di apprendere in questi anni di formazione.

Devo molto alla pallacanestro poichè attraverso essa ho imparato tantissime cose che mi sono state utili anche nella vita di tutti i giorni: ogni esperienza, sia essa positiva che negativa, ed ogni persona con cui ho potuto condividere un percorso, hanno contribuito alla persona che sono oggi ed alla mia crescita personale. Ma c’è da dire che anche nelle cose che fai con passione ci sono difficoltà da superare, aspettative disattese e rimpianti, ma ho imparato che ogni cosa ha il suo tempo. Mi giungono alla mente le parole di Andrea Capobianco che ho provveduto a stampare ed affiggere al muro nella mia camera: “I riconoscimenti danno forza alle idee quando si fa fatica ad affermarle. E’ difficile credere nelle proprie idee quando queste non producono risultati immediati o quando sei solo. Per questo è necessario allenarsi e vedere i piccoli segni che nessuno vede e non rinunciare con facilità all’unica cosa stabile del nostro mondo: le relazioni interpersonali”.

Credo fermamente in queste parole: tutti noi prima di essere allenatori, istruttori , giocatori o dirigenti siamo persone, ognuna con dubbi, desideri e difficoltà da superare. Ma è proprio nei momenti di difficoltà che avviene la crescita ed il confronto con gli altri unito al lavoro su se stessi può soltanto favorire l’arricchimento personale.

Non so cosa accadrà nel futuro, il basket è una meravigliosa ossessione che fa parte della mia vita e mi regala tutt’ora fantastiche emzoioni e spero di poter vivere ulteriori esperienze con lo stesso cuore e la stessa passione di sempre.

Vivi Basket!

Roberto Galdiero, ingegnere, coach