Emozioni, un fil rouge nella storia del basket

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Ho vissuto una giornata che andrebbe riproposta a tutti i ragazzi che giocano a basket, un tuffo nella STORIA.
Sono andato a Roma per la presentazione del libro di Andrea Capobianco, “Insegnare la pallacanestro”, ed ho scoperto che la presentazione del libro era inserita nel raduno dei Maturi Baskettari, organizzato da Sandro Spinetti, in collaborazione con il Comitato Regionale Lazio della FIP, all’interno del programma della tavola rotonda “PALLA AL CESTO, PALLACANESTRO, BASKET: SVILUPPO O INVOLUZIONE.
C’erano tutti quei giocatori, allenatori, dirigenti, arbitri che mi hanno insegnato ad amare questo sport.
Ho iniziato a giocare nel 1966 ed in giardino imitavo le gesta del Simmenthal, ero anche io Pieri, imitavo il gancio di Merlati, tutti i giocatori della Stella Azzurra che vedevo contro la nostra Partenope, con Manfredo Fucile in campo. Ed insieme ai grandi giocatori ho incontrato Valerio Bianchini, Santi Puglisi, a cui tanto devo, Mario De Sisti, Paolo Fiorito, che un giorno a Fabriano mi disse, sei bravo ma sei una persona troppo perbene per questo mondo. Baldini, Albanesi, Tallone, arbitri da cui imparare, nel saper essere, ancor prima che nella tecnica. Luciano Acciari, è stato fantastico nel suo riportare la storia della sua Lega al giorno d’oggi, ma siamo certi che non ci potrebbe dare ancora tanto? Toni Cappellari, che ha giustamente ricordato il grande Rubini, Guido Borghi, figlio di una famiglia che tanto ha dato al basket, ha seminato idee e fiducia, quella che serve al giorno d’oggi.
Gianni Petrucci che ho conosciuto da segretario e da presidente, della FIP e del CONI, ha introdotto la riunione proprio sottolineando l’importanza del lavoro di Andrea Capobianco con i Centri Tecnici Regionali, come centralità della formazione di tutte le componenti: giocatori, allenatori, arbitri e dirigenti. Ma sottolineando che la cosa centrale è vincere, perché solo una nazionale vincente può rilanciare veramente il movimento.
Ascoltandolo ho ripensato a come in questa giornata ci sia un fil rouge che unisce attraverso la storia diversi momenti, che da un senso ancora più forte a ciò che ha detto il Presidente.
Ripenso al Corso Aspirante Allenatore di Tracuzzi a Roma nel 1978, in cui il grande Vittorio, parlava di spazio/tempo, di equilibrio, i concetti base del basket integrato, a quel corso io c’ero, con me Ettore Messina, Giovanni Piccin, oggi Presidente del CNA. L’anno dopo ebbero inizio i Corsi del CAG, così si chiamava allora, poi tramutato in CNAG, per evitare la cacofonia, che hanno formato una generazione di allenatori, il primo momento di coinvolgimento globale del territorio nella formazione, una grande intuizione del Professor Salerno. In quei corsi muoveva i primi passi Andrea Capobianco, allora assistente di Gianni Del Franco, un altro grande allenatore e dirigente del nostro basket. E ricordo Andrea ad uno dei Centri di Alta Specializzazione in cui Rubini ed il Professore vollero riunire, per la prima volta, tutte le componenti per lavorare insieme, c’era anche Tommaso Biccardi, che con Nando Del Prete ed Ettore Messina hanno ideato il Progetto Diventare Coach, il modello del basket integrato, il primo Master per formatori. Andrea presto ne è diventato il tecnico simbolo in Italia, dalla serie A portava ovunque i concetti nati da quella fucina di idee che erano gli incontri fra i primi formatori. Nacquero i nuovi programmi dei Corsi che ancora oggi sono la base della formazione degli allenatori. Ma finalmente con Simone Pianigiani e la volontà del Presidente Petrucci si è dato un impulso straordinario al progetto della scuola tecnica. Per noi che lo abbiamo vissuto dall’inizio, attraverso insensate difficoltà, è una soddisfazione incredibile.
Come ha detto il grande Gianni Corsolini “Grazie Andrea Capobianco, hai parlato di allenare uomini. Due cose fondamentali: tornare ad allenare in campo e dare importanza all’aspetto umano del nostro lavoro”.
Ma come non sottolineare quello che ha detto Luciano Acciari “Noi abbiamo vissuto il boom del basket, l’artefice Coccia aveva 40 anni ed io e Petrucci 28/29. Ecco servono dirigenti giovani che diano impulso al movimento con nuove idee. La comunicazione è fondamentale! Occorre ritrovare un sistema per cui le società di vertice aiutino la base, una volta c’erano i cartellini, oggi?”
Anche qui un fil rouge con i concetti ripresi da dai diversi punti di vista, Valerio Bianchini ha parlato della necessità di allenare, di creare, di non omologarsi. Migliorare i giocatori, anche gli stranieri, lavorare con le Leghe per dare impulso al movimento italiano, ed attraverso il lavoro dare uno SPIRITO alle squadre. Gli allenatori sono il punto d’incontro tra società, squadra, tifosi e stampa, devono comunicare la vicenda umana che c’è nella squadra, trasmettere emozioni.
Le emozioni che mi hanno trasmesso queste ore nella Storia, perché la storia non è passato, non è rimpianto, ma energia per costruire un futuro migliore, per continuare a credere nella nostro Basket e fare di tutto perché utilizzi l’energia della base per tornare a crescere ed a vincere!

Roberto di Lorenzo