Il riposo prima delle battaglia

Manca poco all’inizio della battaglia, sono 295 giorni che lavoriamo per questo giorno, per questa partita, condotti da Alfredo Lamberti. Ci aspetta uno scontro duro che misurerà i nostri progressi, dovremo lanciare in campo tutto alla fine, se lo avremo fatto, saremo vincenti, la misura ci sarà data dai nostri avversari.

Siamo quì grazie ai 15 ragazzi, a Alfredo Lamberti,  primo coach napoletano incontrato nel lontano 1998, al mio ritorno a Napoli, cresciuto superbamente, vero artefice massimo di questo risultato, ad Antonio Caliendo, assistente, presidente coach (nel senso letterale…), a Iacopo Ielasi, aspirante assistente recordman delle cazziate prese ma sempre assetato di sapere, a Valentino Parascandola, presenza silenziosa ed appassionata, a Luca Domenicone, apprendista Cuzzo, a Peppe Domenicone, burbero papà, team organizer, amico vero, a Mamma Domenicone, paziente moglie, insuperabile cuoca, a Carmine Scotti, presidente Flegrea, uomo di sport vero, a Mimì e Tonia Cacace, presidenti di Cittadella Torre del Greco, a tutti i genitori che ci hanno seguito e supportato.

Umbertide ci riporta a vecchi ricordi, i corsi CNAG, dove Alfredo esordì come allievo di livello con maestri quali Pillastrini e Banchi nel 1994, i miei raduni con le nazionali. Un vincente torneo nel 1992, rattristato dall’attentato a  Paolo Borsellino, che onorammo poi a Budapest vincendo un insperato argento, un’altra vittoria nel 1996, con un buon sesto posto agli europei di Lourdes, che segnò la fine della mia collaborazione con il Settore Squadre Nazionali. Risultati opposti ma indicativi per un settore giovanile, delle due squadre, la vincente espresse molti meno giocatori a livello assoluto di quella “perdente”. Dico questo proprio per dare il giusto peso alle competizioni giovanili: bisogna arrivarci a giocare queste finali, vuol dire che si è già vinto tanto, si è migliorati tanto, poi salendo di livello aumenta il valore relativo degli avversari, può anche capitare di perdere, gli altri sono più bravi, o forse sono più pronti. Ma che si vinca o si perda c’è ancora strada da percorrere, il segreto è non fermarsi mai di allenarsi per migliorare. A Lourdes disintegrammo un lungo e dinoccolato tedesco, Dirk Nowitsky, che poi di strada ne ha fatta.

Ricorda sempre: la vera forza di uno spartano è il guerriero al suo fianco. Perciò dagli rispetto e onore, e li riceverai a tua volta. (Leonida)
Facciamo quello per cui siamo stati addestrati, per cui siamo stati cresciuti, per cui siamo nati. Niente prigionieri, nessuna pietà. Un inizio memorabile. (Delios)

E nel basket siamo 12 contro 12: forza ragazzi, si parte!