Intervista a Roberto di Lorenzo su acanestro.it

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27 aprile 2014 Non attivi Di dilorenzo

Vivibasket: Di Lorenzo “Ecco come è nato il progetto ViviBasket. Il nostro obiettivo è la crescita personale dei ragazzi”

NAPOLI. Se si parla di settore giovanile non si può non pensare e fare riferimento al progetto ViviBasket. A capo del progetto c’è Roberto Di Lorenzo, nome piu’ che noto all’ambiente cestistico regionale e nazionale.

Esperienze di allenatore nel settore Squadre Nazionali con cui vince un titolo europeo Cadetti e conquista una medaglia d’argento come assistente di Sandro Gamba agli europei di Roma nel 1991. Esperienza in serie A con Fabriano da allenatore per poi dedicarsi alla carica di direttore tecnico ed organizzativo nella Polisportiva Partenope. Dal 2001 collabora con Ettore Messina nel Progetto “Diventare Coach” per la formazione degli allenatori dirigendo il Corso Allenatore Nazionale. Dal 2005 è a capo del progetto ViviBasket. Proprio con Roberto Di Lorenzo abbiamo fatto una piacevole ed interessante chiacchierata a 360° sul mondo giovanile.

Partiamo dall’inizio. Come nasce il progetto Vivibasket?
“Nasce nel 2005 dalla volontà di Pier Francesco Betti che mi chiamò per creare una rete sul territorio per lo sviluppo della pallacanestro collegato alla società di serie A Napoli Basket. Da tempo avevo questa idea e fu semplice realizzarla con l’aiuto di una società disponibile che stava ottenendo grandi risultati. Il segreto fu che nessuno ci chiese risultati agonistici immediati, gli unici risultati che arrivarono subito furono il coinvolgimento delle società e di tanti ragazzi! Anche se poi arrivammo in tre anni a tre finali nazionali, ed oggi se ci fosse ancora la società avremmo 5/6 giocatori pronti a giocare!”

Oggi sono tante le società che falliscono e che stentano a terminare i campionati. Con la crisi sembra che molti abbiano capito l’importanza di investire sul settore giovanile. Quanto è davvero importante investire sui giovani?
“ E’ tanto importante ma la prima cosa è quella di investire sulle persone, la scelta di tecnici responsabili ed esperti. Il lavoro va fatto a partire dal proprio territorio, io sono sempre stato contro le foresterie, ancora di più oggi in cui il basket offre poche prospettive di lavoro certo. Investire è una parola troppo usata di questi tempi, perché se si va a vedere spesso e volentieri grandi Progetti lasciano grandi buchi e faticano ad arrivare a termine. Io credo che se ognuno lavora forte a casa propria si può realmente crescere tanto! Sento parlare di giocatori/bambini come se fossero vitelli o pecore da comprare, lo trovo folle di questi tempi. “

Spera, Morgillo, Maggio sono solo alcuni nomi di atleti che sono cresciuti con voi. Quanto è difficile oggi creare giocatori già pronti per categorie senior?

“La prima parte passa per tutto ciò di cui ho parlato fino ad ora, uno staff integrato, tanto allenamento ed opportunità di confronto ai massimi livelli. Poi si deve riuscire a farli avvicinare al mondo senior, qui viene il difficile. Prestando i ragazzi c’è zero garanzia di vederli giocare, noi proviamo a farli giocare nel campionato di Serie C da quando hanno 17 anni, ma chiaramente non è sufficiente. Quando è possibile li cediamo alla fine dei campionati giovanili ma spesso vediamo che anche le società che ne acquisiscono i cartellini, investendo su di loro, riescono poi ad essere coerenti facendoli giocare. Io do una grande responsabilità agli allenatori che non hanno il coraggio di metterli in campo, lavorando costantemente con loro. A 19 anni si deve continuare ad allenare ed invece si comincia a gestire. Quanti sono i giocatori di quella età pronti a giocare? L’ideale sarebbe avere una squadra, almeno in DNB in cui far giocare i ragazzi con al massimo un paio di giocatori più esperti.”

Vivibasket è anche programmazione e competenza. Quanto è faticoso portare avanti l’intera attività giovanile? E quanto è importante affidarsi ad uno staff professionale e competente?
“Vivi Basket è nato come Progetto integrato di Formazione: atleti, nel senso più completo, tecnico, fisico e psicologico, Allenatori, e collaboratori. Da sempre abbiamo uno staff allargato a psicologi, preparatore fisico, osteopata, educatori, l’idea è partire dalla base, lavorando concretamente nel sociale, oltre 100 i bambini che fanno Mini Basket gratuitamente con noi ogni anno, per poi accompagnarli nella crescita secondo le loro possibilità, Ma oltre che giocatori con noi sono cresciuti allenatori, Aldo Russo, da due anni a Reggio Calabria, Alessandro Rossi da quest’anno a Rieti, Francesco Guida, da quest’anno alla Stella Azzurra. Ogni anno accogliamo giovani tecnici per aiutarli nella loro crescita. Tutto questo ha dei costi ed è sempre più difficile in una situazione economica complicata come l’attuale in cui, oltretutto non c’è nessuna certezza. Abbiamo già fatto due lodi e temo che ne dovremmo fare ancora altri per ottenere ciò che è sancito da contratti anche con società di primo livello! L’obiettivo è sicuramente quello della crescita personale dei ragazzi.”

Parlando delle due categorie U15 eccellenza e U17 eccellenza siete soddisfatti di quanto fatto?

“Certamente il nostro orgoglio è quello di portare tanti ragazzi a livelli elevati ma io non credo a chi dice che o si costruiscono i giocatori o si vincono le partite, le due cose vanno di pari passo! E’ chiaro che non sempre ci si può riuscire per diverse ragioni. Siamo soddisfatti del lavoro fatto con la squadra Under 15, che è molto cresciuta e presenta molti giocatori con ampi margini miglioramento, ma chiaramente siamo, al momento molto acerbi fisicamente rispetto agli avversari, c’è da lavorare sempre più ed i prossimi tre mesi ci vedranno impegnati in questo. Gli Under 17 hanno chiaramente deluso, sulla carta la squadra era interessante, ma come ha detto Ettore Messina, la pallacanestro è musica non matematica. Se non si riesce a combinare bene le note la musica è stonata! Purtroppo la squadra non si è amalgamata, la responsabilità è certamente anche nostra ma io credo in ciò che dice Andrea Capobianco, è necessario avere Coerenza, Consapevolezza, Chiarezza e Tolleranza, bene tutto ciò non è avvenuto e ciascuno deve ragionare con su questi 4 concetti e prendersi le proprie Responsabilità!”
Per il prossimo futuro…quali sono i progetti in casa Vivi Basket?
“Stiamo lavorando alacremente sull’anno prossimo con il coinvolgimento di risorse nuove che sposino appieno le nostre idee, inutile fare corse verso l’ignoto, si allargherà la base e si continuerà nella politica del Consorzio. Ma certamente il punto di partenza sarà proprio ciò che ho detto prima: Coerenza, Consapevolezza, Chiarezza e Tolleranza, Responsabilità. Noi ci proveremo!”

di Luigi Iovino

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