Lo Sport nei programmi dei partiti

Un’attenta ricerca dei riferimenti allo sport in ciascun programma dei partiti.

 

PARTITO DEMOCRATICO

Le politiche dello sport sono un investimento per il nostro paese e per le generazioni future, in termini economici e sociali. Contribuisce per il 2% al Pil nazionale”. Così titola il programma per lo sport del PD, l’unico partito a dedicare tanto interesse per l’argomento, evidenziando criticità e proponendo un’agenda definita e articolata in 6 punti, che proviamo a sintetizzare. Il primo punto è dedicato all’educazione motoria e sportiva nella scuola, per la quale si propone “un investimento forte e concreto” e “un programma di governo, dove la scuola torni a essere la base per la diffusione dell’educazione motoria e sportiva come strumento fondamentale di sviluppo psicofisico dei giovani e come promozione di stili di vita attivi, anche per contrastare l’obesità”. Il secondo punto, strettamente connesso al primo, è dedicato a evidenziare il valore sociale dello sport, per il quale si richiede un intervento legislativo che ne riconosca il “Diritto di Cittadinanza”: “…favorire la pratica sportiva è un diritto di ogni cittadino e dovere di ogni governo. Le quasi centomila associazioni sono il motore del mondo dello sport italiano e vanno sostenute con specifici provvedimenti normativi e fiscali”. Di qui si passa al riconoscimento dell’azione preventiva dell’attività fisica (punto 3): “investire sulla pratica sportiva per tutti significa investire sul benessere psico-fisico di tutta la popolazione con evidenti benefici e risparmi sulla spesa sanitaria”. La tutela della salute non può prescindere da visite di idoneità adeguate e dalla lotta al doping “…che si diffonde tanto nello sport di vertice quanto nelle attività amatoriali, pensiamo ad esempio a quanto diffuso sia questo fenomeno nelle palestre e nelle attività dilettantistiche”. Il punto 4 è dedicato allo sport professionistico, che “necessita di riforme e provvedimenti legislativi che ne possano tutelare e rilanciare il ruolo”, soprattutto per quel che riguarda l’impiantistica sportiva “…occorre investire sull’impiantistica leggera rendendo gli spazi aperti delle città delle palestre a cielo aperto. Così come incentivare la realizzazione delle piste ciclabili che rendono più sostenibile la mobilità cittadina”. Questo richiede di ripensare alla governance del mondo dello sport (punto 5): “Il CONI è stato per moltissimi anni un Ministero dello sport, una vera e propria anomalia nel contesto internazionale. Negli altri paesi infatti i Comitati Olimpici Nazionali si occupano esclusivamente dello sport olimpico. Da noi non è stato così, il CONI è stato di fatto (e per certi aspetti lo è ancora come destinatario di risorse pubbliche) l’unica struttura istituzionale ad organizzare lo sport nel nostro paese con un ingente finanziamento pubblico… È impellente e doveroso per la politica e per il Parlamento ripensare sia il sistema di finanziamento che la Governance dello sport nazionale… In questa ottica la figura del Ministero dello sport diventa uno strumento fondamentale per indirizzare e coordinare i vari attori sul territorio nazionale… per mettere le politiche sportive al centro delle politiche pubbliche”. Il punto 6 è dedicato alle pari opportunità in un mondo caratterizzato ancora da una forte egemonia maschile: “…è il momento di applicare anche nel mondo dello sport istituzionale una norma antidiscriminatoria che preveda che un sesso non può essere rappresentato non meno del 40% e non più del 60%”. E ancora, attenzione attenzione, si propone una “formazione universitaria in armonia col mercato del lavoro … le Università devono formare laureati che siano riconosciuti e abbiano accesso al mercato del lavoro con tutte le loro specializzazioni. Dalle professioni sanitarie, a quelle tecniche, al management e non ultime a quelle educative. A questo proposito essendo per noi una priorità l’introduzione dell’educazione motoria nella scuola primaria diventa ineludibile l’inserimento in queste dei laureati in scienze motorie”. http://www.partitodemocratico.it/doc/249312/il-programma-pd-per-lo-sport.htm

 

POPOLO DELLA LIBERTÀ

Nel programma elettorale del PDL non c’è un’agenda specifica dedicata allo sport. Fra i 23 punti presentati, al 21, dedicato a “Cultura, sport e spettacolo” si legge la volontà di attuare una “Riforma organica della fiscalità delle associazioni sportive dilettantistiche per la promozione dello sport di base” e di promuovere “Agevolazioni fiscali per investimenti di privati nella costruzione di impianti sportivi di riconosciuto interesse generale”. Fine degli impegni per lo sport. http://www.pdl.it/speciali/programma-elettorale-2013.pdf

 

MOVIMENTO 5 STELLE

Nel programma del Movimento 5 Stelle non si fa cenno alla parola “sport”. Tuttavia, una parte importante dell’agenda è dedicata alla Salute, nella cui sezione intitolata “Informazione” viene più volte evidenziata la necessità di attuare politiche culturali per promuovere stili di vita salutari e scelte di consumo consapevoli. In particolare, si sottolinea la necessità di “Informare sulla prevenzione primaria (alimentazione sana, attività fisica, astensione dal fumo) e sui limiti della prevenzione secondaria (screening, diagnosi precoce, medicina predittiva), ridimensionandone la portata, perché spesso risponde a logiche commerciali”. Per chi si accontenta. http://www.beppegrillo.it/iniziative/movimentocinquestelle/Programma-Movimento-5-Stelle.pdf

 

SCELTA CIVICA – AGENDA MONTI

Zero. È l’attenzione dedicata allo sport dal nuovo partito di Mario Monti. Oppure è anche un voto in pagella. Fate voi. http://www.agenda-monti.it/posts/8

 

RIVOLUZIONE CIVILE – INGROIA

Zero, anche in questo caso. Evidentemente tutto ciò che riconduce alla civiltà, dal latino civilis, derivato di civis (cittadino) non può in alcun modo riferirsi anche allo sport che, di conseguenza e per contrapposizione, pare roba un po’ da barbari… http://www.rivoluzionecivile.it/