Rondini, primavera, vittorie, sconfitte, senso di realtà e basket…

Ieri sera ho gioito per la vittoria dei ragazzi della Serie C, sulla carta imprevedibile e stamattina aprendo FB ho trovato uno stato di Germano D’Arcangeli “….una rondine non fa primavera.”. Anche loro hanno vinto la prima partita in Lega gold, con una squadra giovanissima, ma i problemi sono tanti come Germano ha spiegato in conferenza stampa https://www.youtube.com/watch?v=wGjE-o4H5v0&feature=youtu.be. Noi non siamo Veroli né tanto meno la Stella Azzurra, ma proviamo a portare avanti un progetto ben definito che dia la possibilità ai nostri ragazzi di crescere in un campionato impegnativo come la C nazionale. Abbiamo fatto una scelta a giugno di costruire una squadra giovane che permettesse ai ragazzi cresciuti con noi di avere una opportunità, una scelta anche di budget, perché riteniamo che, in questo momento della nostra società, sia giusto così. I nostri ragazzi studiano tutti brillantemente, l’età media della squadra è di 20,5 anni, devono avere senso di realtà, capire dove ci troviamo e perché. Proprio su questo stiamo lavorando con loro e con lo staff e credo che questo sia stato uno dei motivi della vittoria di ieri sera.

Ci piovono addosso sberleffi, critiche, a me scivolano addosso in quanto tali anche  perché ormai sono abituato, ma mi lasciano perplesso quando arrivano da persone che vivono e spesso “vagabondano ” in questo mondo ormai più che povero, del basket minore. Si continua a parlare di basket come se tutto ciò che è successo in questi ultimi anni non fosse mai accaduto: squadre scomparse a centinaia, e non esagero, lo svincolo che, da possibile volano di crescita, è diventato veleno mortale per le società che lavorano sui giovani e per i giocatori. Ma per tanti tutto ciò non è mi successo, si continua a costruire squadre senza un domani, perché, per me, il futuro dovrebbe essere rappresentato dai propri giovani, dagli impianti, dalla certezza delle regole, e chiaramente chi osa fare la formichina viene considerato un cretino! Sono grandi imprenditori quelli che spendono decine se non centinaia di migliaia d’euro per giocatori stranieri, italiani di categoria superiore, che ormai per vivere accettano di tutto, e non hanno un settore giovanile, hanno impianti fatiscenti che ogni anno sono a rischio omologazione se non di agibilità, visto che i Comuni non hanno più risorse per la manutenzione.

Tutto ciò è aggravato dal fatto che si illudono i ragazzi, e qui mi riferisco ai più giovani, che credono ancora ad una realtà finta, se non finita, si illudono di poter raggiungere, solo attraverso le parole ed i sogni, livelli irraggiungibili, perché molto spesso inesistenti.

E proprio ieri sera, lavorando sul nostro sito ho trovato un link  in cui si affrontava proprio questo argomento, ho scoperto che è la pagina più vista del nostro sito : cinque-motivi-per-cui-i-giocatori-non-raggiungono-i-loro-sogni Proprio di questo si parla! (http://www.vivibasket.it/cinque-motivi-per-cui-i-giocatori-non-raggiungono-i-loro-sogni/).
Noi facciamo i tripli salti mortali per far giocare le nostre squadre, abbiamo tanti amici che pazientemente aspettano quando siamo in ritardo con i pagamenti, piccoli, ma importanti per tutti. Siamo in difficoltà perché è sempre più difficile trovare sponsor, ma anche perché grandi società non rispettano gli impegni, cifre ridicole per squadre professionistiche ma importanti per noi, Ma sono le stesse società che incantano i ragazzi, facendogli vedere mondi dorati, foresterie per bimbi di 12 anni, che poi non riescono a trovare pochi spiccioli.

Io credo che il Basket di base vada avanti perché esistono persone che sono disposte al sacrificio e tanti ragazzi che credono con grande passione nei valori della responsabilità individuale esaltati nella squadra, perché come dice Andrea Capobianco, nel basket esiste solo la RESPONSABILITÀ’ INDIVIDUALE, perché se ognuno mette il suo nella squadra, con le capacità e con i limiti, si riuscirà a crescere. A nessuno possiamo dire che diventerà, con certezza, un giocatore di serie A, ma se si allenerà al massimo raggiungerà i propri limiti e diventerà una persona migliore! Non so quanto potrà durare ma noi ci stiamo provando!

E ad accompagnare queste mie riflessioni metto la foto di Vittorio Poeta, una persona che ci avrebbe indicato la via con la sua saggezza, venerdì ricorre  l’anniversario della sua scomparsa, alle 18,30 alla chiesa di S.Teresa in via Vittorio Colonna ci ritroveremo tutti a ricordarlo!