Allenarsi a Santo Stefano con l’NBA

Stamattina ci siamo trovati in palestra con i ragazzi dell’under 15 che dal 27 al 29 giocheranno un torneo a Roma. Ho pensato di programmare l’allenamento proprio dalle partite viste ieri sera. Arrivato in palestra ho scoperto che tutti i ragazzi avevano visto su SKY le partite e quindi è stato più facile. 
Io credo che l’NBA, dando delle chiavi di lettura ai ragazzi può essere un ottimo stimolo per loro, inutile dire che è un altro sport, per i ragazzi il basket è l’NBA!

Sono partito da semplici esercizi di 1c0 stile Pete Newel, con diverse soluzioni, step back, finta di step back e penetrazione per arrivare al movimento che ieri ha fatto Kyre Irving per vincere la partita. Chiaramente ho aggiunto un palleggio nel movimento di reverse per evitare l’infrazione di passi. La risposta dei ragazzi è stata entusiastica, soprattutto perchè cercavo di dare loro il collegamento tecnico e tattico di ciò che avevano visto su SKY.

Da questo sono passato alle collaborazioni a due per muoversi senza palla sui movimenti che avevamo provato prima nell’1c0.

Il passo successivo è stato sul 3c0, l’idea era quella di tagliare, cambiando direzione e velocità mentre volava la palla. Ho riportato l’esempio dei tagli dal lato debole di Golden State: il tempo del taglio e del passaggio, come passare… 

Quindi siamo passati al 4c0, ponendo attenzione a chi, faceva cosa, nel senso che ci si doveva muovere sulla coscienza delle proprie caratteristiche fisiche e tecniche, con l’idea base che tutti si dovevano muovere ad ogni passaggio. Dopo un poco mi sono reso conto che, per la loro giovane età era un esercizio troppo complesso e sono passato al 4c4. 

In questa fase le mie correzioni andavano sempre su ciò che avevamo fatto dall’inizio dell’allenamento ed al collegamento con le partite di ieri sera: la loro attenzione era sempre alta e soprattutto diventava più comprensibile ciò che dicevo.

Volevo passare al 5c5 ma un giocatore si è leggermente fatto male, ed allora abbiamo giocato 5c4, in difesa si doveva giocare aggressivi sul lato di palla, un uomo libero c’era sempre bisognava trovarlo con il passaggio e farsi trovare giocando senza palla.

In questa fase un altro richiamo alle parole di Popovich, che nell’intervallo della partita Spurs-Bulls durante l’allenamento spiegava ai rookies che se non facevano canestro da una posizione dovevano passarla a chi aveva migliore %. Per chi l’ha sentita il tutto era detto in modo molto colorito. Io credo che anche con i giovani si debba passa questi concetti, per me è sbagliato dire “se sei libero tira”, si tira se si è in grado di segnare, altrimenti si passa e ci si muove, nel frattempo in allenamento ci si allena per migliorare.  

La coscienza dei propri limiti è la base del lavoro da fare con i giovani. 

Al rientro del decimo giocatore siamo passati a giocare 5c5 con il contropiede, ho cercato di continuare a collegarmi al lavoro fatto ed alle situazioni di gioco viste ieri, ma soprattutto alle loro reali capacità, ai loro loro limiti. Se gli Spurs riescono a realizzare 17 canestri assistiti su 19 tentativi perchè non provare a farlo anche loro?

In conclusione io credo che è un inutile esercizio quello di criticare l’NBA, per i ragazzi è un riferimento, bisogna essere capaci di dare loro le chiavi di lettura e prendere ciò che è da noi riproducibile. 

Il livello atletico è difficilmente riproducibile ma tanta tecnica si può usare da esempio e soprattutto provare a raggiungere con l’allenamento!