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Sono passati sette anni ed in questo mondo, senza rispetto per la storia, il suo esempio ci illumina. Al basket servirebbe la discesa in campo di uomini come lui che invece si tengono distanti per il populismo e la mediocrità dilagante.

 
Roberto Di Lorenzo ha pubblicato una nota.

8 febbraio 2011 · 

 

Ci ha lasciato stanotte Cesare Rubini, non riesco a scrivere “è morto”, mi fa male, mi sembra impossibile, anche se ormai da tempo stava male, soffriva. 

Poco prima di Natale avevo parlato con la sua adorata moglie per avere notizie, e lei mi aveva descritto le sue condizioni, anche per lei era una sofferenza vederlo così. 

L’ho conosciuto non ricordo neanche io quando, il primo vero incontro fu a Rieti nel 1979 quando ci convocò, a me ed a Giovanni Piccin e ci disse che avremmo fatto gli assistenti al Centro di Alta Specializzazione a Montecatini. Come sempre con quella sua aria che incuteva rispetto, ed anche un po’ timore. Mi piaceva tanto, forse perchè nel carattere ricordava mio padre: lui ed il prof. Salerno sono stati per me i miei mentori. Quello che ho fatto nel basket lo devo a loro: se non avessero riposto in me la loro fiducia probabilmente non sarei quì, farei l’ingegnere e non avrei vissuto tutte le emozioni che il basket mi ha dato. Nel parlare di lui mi accade di avere la sua reazione, che tanto prendeva tutti noi, mi commuovo, con Claudio Silvestri stamattina l’abbiamo chiamata la sindrome di Rubini.

Ma quanti ricordi mi tornano in mente: il viaggio in Cina, l’incontro a Zagabria in cui mi comunicò la sua volontà di assumermi al Settore Squadre Nazionali, gli incontri con i ragazzi delle nazionali, le cene a Positano quando veniva a riposarsi a settembre, le storie che raccontavano i suoi ex compagni di squadra di pallanuoto o i suoi ex- allievi. A Napoli lo chiamavano “O’ Monacone” per la sua statura imponente, il suo passo lento ed austero che con l’accappatoio addosso lo rendevano simile ad un monaco. Giocò nella mitica Rari Nantes lasciando come sempre ricordi indelebili in tutti quelli che lo conobbero.

Quando mi chiamò a Firenze, dopo una mitica lezione al clinic allenatori (zittendo tutti in modo a dir poco esplicito…), mi comunicò che sarei stato l’assistente di Valerio Bianchini nella Tournée in Cina. Subito dopo mi rimbrottò dicendo che era stata una decisione non sua, ma si fidava di Puglisi e Valerio, ma “che facessi attenzione, mi avrebbe osservato!!!” Nell’ultima partita in Cina davanti a 20mila persone Valerio mi fece parlare alla squadra nello spogliatoio, vincemmo (non certo per merito mio…), ma alla fine venne da me e mi abbracciò complimentandosi con il suo vocione, come dimenticare la mia emozione.

Potrei parlare per ore di lui, mi prese in simpatia, ma sempre a modo suo, con carota e bastone, anche quando presi la squadra di serie A, lo incrociai a Roma in aeroporto, eravamo in pista lui si staccò dalla sua fila e venne ad abbracciarmi facendomi l’in bocca al lupo…

L’ultima volta che l’ho visto eravamo a Bologna credo 5 anni fa, in una riunione del CNA, di cui era presidente onorario, non comprendeva le inutili polemiche su Ettore Messina, si sedette vicino a me ed ogni tanto mi parlava. L’ho sentito poi per telefono ma era sempre più lontano, negli ultimi anni ne avevo notizie solo da Marinella, ma lui resterà sempre dentro di me.

Grazie Signor Rubini! 

In Cina a Piazza TienanmenIn Cina a Piazza Tienanmen

Mi permetto di rubare e trasmettere le parole di Stefania,, moglie di Ale Rossi dopo la partita di domenica.

“Arrivo sempre emozionata alle partite, ancor di più da quando è iniziata questa tua nuova sfida.

Oggi però l’emozione era altissima.

Giocare a Napoli, in quel palazzetto che ti ha visto crescere, dove tutto è iniziato, contro uno dei pochi veri amici che hai trovato sul parquet, portando Leonardo per mano! Incredibile! Troppe emozioni!

E quando all’ultimo secondo avete portato la partita a casa, non so davvero come ho fatto a restare in piedi. Perché in pochi sanno quanto sudore e sacrificio ci sono dietro ad un risultato. Delle settimane incredibili, delle partite viste mille volte, dello stomaco chiuso e delle tensioni che sembrano non volersi sciogliere mai.

Che poi la gente, alla fine, ricorda solo il punteggio finale.

Ed oggi, il punteggio ha voluto darti merito!

#proudofyou #myfamily #mylife”

Stefania Viola Rossi

Era il 2005 quando Ale Rossi iniziò ad allenare con il Progetto Vivi Basket, fresco di tessera CNA, divenne l’assistente di Alessandro Stendardo. E la stagione successiva fu proprio Alessandro a propormi Aldo Russo come giovane allenatore, entrambi lavorarono con Giacomo Leonetti.

Sono passati 12 anni ed hanno continuato a coltivare questo folle sogno.

Li abbiamo visti crescere come persone e come uomini, creare una famiglia.

Ci hanno lasciati fisicamente ma sappiamo che vestono sempre la maglia Vivi Basket.

Domenica si ritroveranno di fronte in serie A, chiamati ad allenare al posto di due amici, e loro maestri.

Per noi tutti sarà una grande emozione, si formerà un gruppo Vivi Basket in tribuna per tifare per entrambi in una partita difficile è molto importante per le due società!

Forza ragazzi!

Sono 45 giorni che i gruppi Under 15 ed Under 16, con i ragazzi aggregati che giocano la C Silver, si stanno allenando.

5/6 allenamenti alla settimana con mille problemi legati alla disponibilità delle palestre. Abbiamo giocato le prime partite con le normali difficoltà dovute all’inserimento di tanti elementi nuovi ed al cambio di conduzione tecnica.

Stiamo puntando al miglioramento individuale ed all’intensità del lavoro. In difesa si comincia a vedere qualcosa in attacco c’è ancora confusione. Il problema maggiore è l’attenzione in allenamento ed in partita, tanti errori nascono da questo problema. Cerchiamo di dare a ciascuno degli obiettivi individuali legati alla collaborazione con i compagni. Nel l’interscambio tra le squadre cambiano i ruoli e le responsabilità. Quando si è giovani si fa fatica ad avere senso di realtà, la nostra esperienza ci deve aiutare a dare il corretto indirizzo a ciascuno.

Noi allenatori dobbiamo sforzarci di guardare con le tre lenti i ragazzi, mentale, tecnico e fisico, sapendo che chi si allena così tanto non è un “senza voglia” ma dobbiamo motivarlo, i ragazzi devono comprendere che il nostro essere esigenti, è per la loro crescita!

Come sempre “affettuose” interferenze vengono dall’esterno.

Il rispetto del ruolo potrebbe facilitare i ragazzi, i tecnici ed i genitori, ma non sempre si riesce. Ad allenare i gruppi siamo in due, 47 e 64 anni, con tanta esperienza alle spalle, se si provasse a fare il tifo e ad evitare commenti fuori luogo credo che tutti i ragazzi ne trarrebbero grande giovamento!

Una parola per gli arbitri: come si prevedeva tanti problemi nell’interpretazione delle nuove regole, purtroppo vedo un peggioramento nell’atteggiamento, che porta troppo spesso ad errati comportamenti dei ragazzi e dei tecnici. Io ricordo loro sempre Boskov: “è fallo quando arbitra fischia!”

Tristissimo vedere ancora qualcuno che pensa di influenzare gli arbitri con i propri atteggiamenti! Soprattutto con i più giovani sarebbe il caso di correggere gli errori che portano ad un fischio arbitrale, che potrebbe anche essere non corretto, ma nasce sempre da un comportamento errato di un giocatore.

Riprendiamo il lavoro in palestra, con ancora maggiore intensità e soprattutto concentrazione!

La copertina per la vittoria di Renato Orsini in Olanda che realizza 18 punti con i suoi Leoni di Landslake.

Ale Morgillo non va in trasferta con Pesaro ma gioca in doppio tesseramento con la Bramante Pesaro, realizza 5 punti ed è tra i migliori in campo.

Solo Simon Zollo in trasferta con il Cuore Napoli Basket, ma non va in campo, Roberto Maggio realizza 1 punto in 39′, Mastroianni ancora al palo per infortunio.

Non va in panchina Urso con Montegranaro.

Sconfitta per Alfredo Lamberti in casa delle campionesse dì Italia di Lucca.

In settimana prima vittoria di Jacopo Ielasi con l’under 18 Eccellenza ad Avellino nel derby Vivi Basket con i Coach Cavaliere, Guida e Gabriele.

Per la serie B, finalmente in campo Gaetano Spera con 11 punti e 13 rimbalzi in 30′, Ivan Morgillo realizza 9 punti in 13′ nella vittoria 95-73 con Piacenza.

Andrea Spera con 7 punti e 6 rimbalzi in 19′ nella vittoria di Cecina nel derby con Piombino.

Gianluca Tredici 19 punti con 5/6 dal campo in 27′ nella sconfitta di Cerignola con Giulianova.

Non gioca Lorenzo Federico nella sconfitta casalinga di Battipaglia con Scauri.

Mennella realizza 2 punti in 4′ nella vittoria fuori casa di Salerno con Venafro.

Marra realizza 5 punti in 15′ nella vittoria in trasferta di Matera a Nardò.

Maino 12 punti in 30′ nella sconfitta di Alba a Borgosesia.

In serie C, buona partita di Casavatore con 4 punti di Daniele Scalera, all’esordio, virgola per Emanuele Fiore.

Bene Cimminella con 9 punti e Melillo con 8 punti, nella vittoria di Angri con Monte di Procida condotti da uno strepitoso Nastri, 38 punti, ed Iliano con 4.

Bene i fratelli Cannavale nella vittoria della Partenope a Cercola con 15 punti di Giuliano e 8 di Fabrizio.

 

 

Prendono il via i campionati e tanti ragazzi cresciuti nel Progetto vanno in campo, proveremo a seguirli tutti.

In A2 in Olanda, Renato Orsini Gravina, una grande avventura di vita la sua. Stessa scelta fatta da Luca Domenicone. Su di loro torneremo presto.

In A1

  • A Pesaro, con la Victoria Libertas Pesaro  ed in doppio tesseramento in C Silver, Alessandro Morgillo.
  • Ad Avellino, Francesco Cavaliere, responsabile del Settore Giovanile e nello staff della serie A, Ciccio Guida e Davide Gabriele, allenatori del settore giovanile.

In A1 Femminile:

  • Alfredo Lamberti, allenatore della Pb63 e responsabile del settore giovanile Femminile e Maschile.
  • Iacopo Ielasi, allenatore delle giovanili maschili e collaboratore di Alfredo Lamberti.

In A2

  • Oggi in campo il Cuore Napoli Basket 6 ragazzi che hanno indossato la nostra maglia: Roberto Maggio, Mattia Mastroianni, Antonio Crescenzi, Max Bordi, Simon Zollo e Antonio Gallo, in panchina Aldo Russo ed Armando Troiano, assistenti di Ponticiello.
  • A Rieti, Alessandro Rossi, assistente di Nunzi.
  • A Scafati, Marco Melillo.
  • A Montegranaro, Diego Urso.

In Serie B

  • Gaetano Spera ed Ivan Morgillo, a Lecco.
  • Andrea Spera a Cecina.
  • Alessandro Marra a Matera
  • Gianluca Tredici – UDAS Cerignola
  • Claudio Maino – Alba
  • Marco Mennella con la Virtus Arechi Salerno.
  • Lorenzo Federico con la PB63 Battipaglia.

In Serie B Femminile

  • Francesco Dragonetto, allenatore della Stella Azzurra Roma

In serie C:

  • Enrico Illiano – Virtus Monte di Procida
  • Daniele Scalera – Neapolis Casavatore
  • Luigi Cimminella – Angri
  • Marco Melillo – Angri (doppio tesseramento)
  • Pasquale Greco – Ceglie Messapico
  • Emanuele Fiore – Neapolis Casavatore
  • Mario Conte, responsabile del Settore Giovanile a Monteroni
  • Giuliano e Fabrizio Cannavale in campo, Roberto Galdieri, assistente allenatore con la Pall. Partenope

In Serie D

  • Davide Caruso – Basket Volla
  • Christian Fato – Club Irpinia Basket

Sette domande ad Alfredo Lamberti, coach Under18, finalista nazionale 2016-2017 ViviBasketNapoli, la cui avventura coi nostri ragazzi termina qui perché l’anno prossimo Alfredo allenerà Battipaglia in Serie A femminile.
Lo abbiamo raggiunto telefonicamente mentre si trova in raduno con l’Under16 maschile come assistente coach, in preparazione degli Europei che si terranno dall’11 agosto in Montenegro.

Qual è il tuo bilancio di queste finali nazionali?
Sono molto soddisfatto dal punto di vista dell’esperienza fatta, sia come squadra sia dal punto di vista personale. Abbiamo giocato una buona pallacanestro, di alto livello, ci siamo confrontati con squadre di livello alto e non abbiamo sfigurato. Certo un po’ di rammarico sulla prima partita, con Milano, forse c’è, abbiamo commesso forse qualche errore di superficialità ma abbiamo provato a fare la nostra pallacanestro. Non tragga in inganno lo scarto dell’ultima partita contro la Stella Azzurra Roma; avevamo fatto tanto nei giorni prima, il livello delle energie mentali si era ovviamente abbassato, e appena arrivata la prima difficoltà abbiamo un po’ ceduto, in più era una squadra molto attrezzata e noi abbiamo pagato. Ma ripeto il bilancio è assolutamente più che positivo.
A Udine c’era il meglio degli Under18 d’Italia, come vedi la situazione del basket napoletano (e campano) in confronto con altre realtà? 
Innazitutto non ci vedo grosse differenze però noi alla fine siamo entrati nelle prime 12 squadre d’Italia con giocatori tutti locali, o della provincia o comunque del nostro territorio, a differenza di tutte le realtà con cui ci siamo incontrati che fanno reclutamento, hanno una foresteria e possono fare cose in più. MA non credo ci sia stata questa grandissima differenza in quello che si fa in palestra ogni giorno. Noi nel nostro piccolo abbiamo indicato una strada. Questo gruppo non è arrivato nelle prime 12 casualmente. Ci siamo arrivati lavorando duramente nel quotidiano, provando ad alzare sempre un po’ l’asticella. Ovvio che se hai strutture e forze economiche puoi reclutare anche all’estero, ma non credo sia il caso, e mi fa piacere pensare che la cultura del lavoro quotidiano porta risultati. E noi ne siamo la prova. Quindi non credo ci sia grande differenza, come spesso si dice. È chiaro che al nord ci sono numeri diversi, e una differente  distribuzione di giocatori, ma abbiamo provato nel nostro piccolo che qualcosa alla fine riesci a ottenere. Questo è il messaggio.
Con queste finali si chiude anche un ciclo ViviBasket, che emozioni stai provando?
Di gratitudine. Sono arrivato tre anni fa, il primo gruppo erano i 98-99 con cui vincemmo il titolo regionale e perdemmo lo spareggio per le finali nazionali, il secondo anno con lo stesso gruppo abbiamo vinto il campionato regionale e siamo arrivati quarti, fuori dagli spareggi. In questo terzo anno abbiamo fatto questo percorso, primi nella fase interregionale e poi le finali. Alla fine delle finali nazionali è stato per me un momento molto difficile, una grande emozione nel salutare i ragazzi che sono stati con me tre anni, e non sapevo ancora che sarei andato via da Napoli, è stato un momento molto duro dal punto di vista umano. Averli visti crescere come persone, come gruppo, come giocatori, prenderli ragazzini e lasciarli naturalmente un po’ uomini, e così quando li ho salutati ho visto tutto il percorso fatto fino a quel momento, e gli voglio veramente molto bene. Io sono duro, esigente in palestra, chi mi conosce lo sa. Il rapporto che c’è con questo gruppo è davvero molto speciale. 
Cosa senti di aver dato ai ragazzi, oltre al basket? 
Soprattutto due cose, penso di aver insegnato loro l’etica del lavoro, che quando devi lavorare non conta che sia festa, o fa troppo caldo, troppo freddo, e di non ricercare alibi, non scappare dagli alibi, mai, quando le cose non vanno bene. Questo ci ha accompagnato molto duramente in questi anni, il non cercare la scusa, o l’arbitro, il pallone sgonfio, l’allenatore, il compagno: bisogna provare a prendersi le responsabilità, parto dal mio limite per provare a fare di meglio, così so riconoscere da dove partire e riconoscere i propri sbagli. Cercare alibi ti fa scappare dall’errore e non ti permette di crescere e di migliorare, ecco questo cerco di portare sempre ai miei giocatori. La cosa che mi lascia più orgoglioso di questi anni è di aver visto sempre tutti i ragazzi compatti, non abbiamo mai avuto un problema di gruppo, a livello di interazione. Come è normale possono esserci tra giocatori simpatie o affinità, ma quando dovevamo essere una squadra lo siamo stati.
Ti penti di qualcosa? E di cosa invece non ti penti affatto?
Nella gestione di essere esigente e forse di non aver provato ad essere più chiaro, a farmi capire, magari quando su alcune mie richieste il messaggio non passava. Non mi pento di essere stato molto duro in situazioni che hanno permesso a questi ragazzi di maturare.
Cosa hai imparato dai ragazzi e cosa porterai con te, ora che allenerai le ragazze?
Parlo molto coi colleghi ci si confronta sulle nuove generazioni e io ho imparato da questi ragazzi che sono fantastici, hanno una capacità di applicarsi alle cose, che forse neanche io avevo. La cosa difficile è però toccare certe corde, per suscitare una reazione. È difficile trovare queste corde. Nel tempo i miei ragazzi hanno anche imparato a sentire cos’è la pressione e sono riusciti a restare sotto pressione anche durante le partite che contavano. Mi hanno insegnato che toccando le giuste corde si hanno reazioni incredibili. E me ne sono accorto anche quando mi hanno mandato gli ultimi messaggi.
E ora, cosa ti sentiresti di dire in conclusione, hai postato su Facebook qualche frase particolare?
No veramente io non sono molto “social”… io adesso ho la fortuna di andare in un campionato di serie A e se arrivi qua non puoi non guardarti indietro e pensare che c’è una serie di persone che ti hanno permesso di arrivare fin qui. Ovviamente penso a tutto lo staff, al completo, e ai giocatori e sento il dovere di ringraziarli tutti, sono le persone che mi hanno permesso di migliorare. In tre anni questa società ha fatto un percorso eccezionale, ringrazio l’intera società, intesa di tutti i preziosi elementi che la compongono. È stato un momento molto duro dopo le finali nazionali, siamo migliorati e abbiamo raggiunto risultati e sono stato molto orgoglioso di loro, e proprio perché non ho Facebook glielo ho detto, perché amo più parlare, e che la cosa più bella che rimaneva dopo questi tre anni passati in palestra è che noi in futuro ci rincontreremo e al di là di momenti difficili, resterà nei nostri occhi le immagini più belle di quanto ci siamo voluti bene. Questa è una cosa che resterà per sempre nella mia memoria.

Francesca Amendola 

Parlando con uno dei nostri allenatori della sua vittoria mi è venuto da riflettere sui risultati dei coach cresciuti con Vivi Basket, con il basket integrato di Ettore Messina, le lezioni di Nando Del Prete e Tonia Bonacci.

Under 18 Eccellenza

Alfredo Lamberti Campione Regionale – Fase Interregionale

Mario Conte 3* posto Puglia – Fase Interregionale

Under 18 Fase Mista Eccellenza / Elite

Aldo Russo Campione Regionale – Fase Interregionale

Under 16 Eccellenza Campania 

Francesco Cavaliere Campione Regionale – Fase Interregionale

Alfredo Lamberti 3* Posto – Fase Interregionale

Under 16 Eccellenza Lazio

Francesco Guida 3* Posto – Fase Interregionale

Under 15 Eccellenza

Alfredo Lamberti Campione Regionale – Fase Interregionale

Francesco Cavaliere 3* Posto – Fase Interregionale

Iacopo Ielasi 4* Posto 

Under 14 Elite

Davide Gabriele 1* Posto

Serie A2 Maschile 

Alessandro Rossi – Assistente Allenatore Rieti per il 3* anno

Serie A1 Femminile 

Francesco Dragonetto Salvezza ai Play Out

Under 20 Femminile 

Francesco Dragonetto Campione d’Italia

Under 18 Femminile 

Francesco Dragonetto Campione Regionale – Fase Interregionale

Under 16 Femminile 

Francesco Dragonetto Campione Regionale – Fase Interregionale

TDR Campania

Luca Domenicone Preparatore Fisco

Non male direi e non è ancora finita. Siamo una piccola società, facciamo una grande fatica per le mille difficoltà in cui viviamo, a volte sbagliamo, ma pensò che in questi 10 anni abbiamo lasciato un segno indelebile nel basket campano.

ponticielloIn questi giorni ho pensato molto al meraviglioso successo del Cuore Napoli Basket a Bologna, frutto delle intelligenti scelte tecniche di Ciccio Ponticiello e del management diretto dal Presidente Ciro Ruggiero con la collaborazione di Pino Corvo, nel costruire una squadra affidandosi al coach. Già questo è una dinamica purtroppo ormai quasi scomparsa. Parlo di tecnica senza trascurare lo staff che circonda la squadra che ha altrettanti meriti.

Perchè Diventare Cimg_9093oach? Perchè è la filosofia creata da Ettore Messina cui si ispira Ciccio, dalla scelta dei giocatori, alla loro gestione alla conduzione in campo. E’ un modello nato proprio a Napoli, dall’interazione di Ettore con Tommaso Biccardi e Nando Del Prete. Un modello che è stato poi trasferito ai corsi allenatori di cui Ciccio Ponticiello è da anni uno degli istruttori di punta. E’ il modello con cui sono cresciuti anche Robertino e Mattia, anzi loro erano le prime cavie di noi allenatori che provavamo a portare i concetti semplici, e per questo efficaci, di Ettore nell’allenare i giocatori, nel farli crescere, e nel preparare le partite.

La differenza in questi giorni Ciccio l’ha fatta con un gruppo ben amalgamato, che risponde ai suoi stimoli e con cui è possibile preparare un piano partita che annichilisce gli avversari.

Roberto MaggioRoberto Maggio è da sempre un giocatore di grande cuore, intenso e sfacciato ma con la capacità di entrare in sintonia con un coach e diventarne la sua mano in campo. Un esempio da seguire per tutti i nostri giovani, faccia tosta ma voglia di imparare ed ascoltare. Lo ricordo nei primi due anni a Napoli quando dopo poche partite prese in mano la squadra under 18 pur essendo più piccolo di due anni, nella stagione successiva, guidato da Alessandro Stendardo giocò un grande campionato arrivando alla fase interregionale, dove solo una epidemia di varicella impedì a quella squadra di arrivare alla nazionale. Nella stagione 2007-2008 giocò a Barra, con una grande delusione nel campionato giovanile in cui fu squalificato per un episodio molto discusso che lo privò della qualificazione alla fase regionale di Eccellenza. Ma si preparò all’esordio in serie A, che sarebbe avvenuto l’anno successivo se non fosse arrivato il fallimento di Napoli, lo ricordo giocare alla grande le amichevoli della squadra di Maurizio Bartocci. Per qualche settimana aspettò la chiamata di Pavia, che tardò ed alla fine decise per restare in regione. Da allora ha girato tanto divenendo ovunque un beniamino. Mamma Vera e papà Mino, sempre presenti ma non ricordo un solo episodio di intromissione, ci sono rimasti vicino anche quando Roberto è volato via.

MastroianniMattia è venuto da noi portato dal mio vecchio amico Antonio Mastroianni, era poco più di 1,80, si vedeva che sarebbe cresciuto, la qualità fisica della famiglia della mamma (sua zia formidabile saltatrice ed ottima giocatrice di basket) e la testardaggine nel perseguire un obiettivo del papà. Una cosa che voglio sottolineare era che arrivava sempre in palestra con i mezzi pubblici e si metteva a studiare per poi allenarsi anche con due gruppi. Ha continuato a migliorare, anno dopo anno, per poi andare presto a giocare lontano, esperienze che lo hanno fatto crescere anche se per ben due volte con pochissimi minuti di gioco, a Chieti ed a Castelfiorentino, con finti progetti su di lui, senza aver poi il coraggio di farlo giocare. La sua prima consacrazione è stata a Martina Franca con Aldo Russo, tanti minuti in campo e una crescita verticale. Poi la stagione scorsa in cui il Napoli lo ha più che maltrattato, con un tira e molla che alla fine lo ha lasciato a piedi. Passaggio a Falconara con una annata non al livello delle sue potenzialità. Finalmente quest’anno Ciccio Ponticiello punta su di lui ed arriva la consacrazione, il potenziale è alto, espresso per me al 50%, è un giocatore che può seguire la parabola di Davide Pascolo.

La magia è che finalmente qualcuno ha il coraggio di puntare sui ragazzi napoletani, con tutti quelli passati nelle nostre giovanili, Morgillo, i due Spera, Aprea, Maino, Domenicone, Marra, Orsini si sarebbe potuto fare una squadra di A2. E non contiamo tutti quelli emigrati, perchè allora veramente viene il rimpianto, Iannuzzi, Sabatino, Caruso, Vitale, i fratelli Ianuale e dimentico tanti altri.
Ma come ho detto in apertura tutto nasce da quella attenzione sulla persona ancor prima che sull’atleta e sul giocatore di basket, che è il centro del modello di Ettore Messina. Un modello che non è miracoloso, perchè se non c’è la partecipazione di tutti non porta risultati, la responsabilità individuale dei giocatori è determinante. Bravi loro, bravo Ciccio e tutto lo staff che ha ottenuto questo successo.

Mario Conte raggiunge le finali interregionali con la sua Under 18 Eccellenza di Monteroni al termine di un campionato dominato ma messo in discussione da una formula che ha rimesso in gioco tutto in due partite! 

Ricordo gli inizi di Mario, quando gli proposi di allenare era indeciso su questo nuovo ruolo essendo iscritto ad ingegneria. Ma poi si è  avvicinato con il suo carattere taciturno, grande osservatore, preciso, sempre disponibile con tutti.

Ha seguito Alessandro Stendardo, il nostro tutor per eccellenza, poi con Francesco Cavaliere ha dato inizio alla costruzione del gruppo ’99. Sempre amato dai ragazzi, che lo seguivano con grande rispetto, una leadership silenziosa ma efficace. Come tutti i nostri coach ha avuto occasione di crescere con Tonia Bonacci. E come tutti ha imparato ad adattarsi a tutto, una capacità di altri tempi, frutto anche di una famiglia che lo ha sostenuto con saggezza. 

Tre anni fa il passaggio ad Avellino chiamato da Francesco Cavaliere, e quest’anno il grande salto a Monteroni. Il Salento terra di basket, con un progetto giovane diretto dal l’ottimo Massimo Dima. Un campionato dominato ma una Final Four che sconvolge i valori di una stagione, vince il titolo una squadra battuta nettamente da Monteroni in due occasioni e ci si gioca tutto in una partita. Gara al cardiopalmo e vittoria meritatissima che porta alla seconda fase. E adesso ci sarà il derby con Pozzuoli.

In bocca al lupo Mario, ingegnere prestato al basket, perché quella laurea io credo che alla fine arriverà per la felicità di mamma Mena e papà Antonello.