Il basket vive sui campi con il lavoro delle società!

Apro Facebook e leggo un articolo del Roma sul raggruppamento DNG di questa settimana,postato dall’ottimo Leo Balletta dell’ufficio Stampa del Comitato Regionale FIP.

Rifletto e cerco di restare tranquillo.

Ottima l’organizzazione e bella la manifestazione del C.R. FIP, affiancata dal lavoro di una società di base, la Flegrea Basket, neanche citata nell’articolo. 

Così come un mese fa 350 allenatori di tutt’Italia sono venuti a Napoli per lo stage Nazionale per Istruttori del settore giovanile, organizzato da Vivi Basket. Ma perché  dimenticare della Virtus Puteoli che sta disputando un grande campionato di serie C con tanti ragazzi del vivaio? Che Vivi Basket (espressione di un Consorzio con Casalnuovo, Flegrea, Cittadella Torre del Greco e Scuola Basket Napoli Est) e Pozzuoli stanno disputando il girone interregionale Under 18 di eccellenza con possibilità di accedere alle finali nazionali? Il grande lavoro di base di Casalnuovo  il polo vesuviano di Cercola, la Dike Basket, che dietro la serie A coltiva un progetto ambizioso, potrei continuare a parlare delle tante realtà napoletane che, a costo di mille sacrifici, ottengono ottimi risultati nei campionati e nei tornei nazionali. Ma soprattutto le tantissime società che coinvolgono migliaia di bambini e bambine nel nostro meraviglioso sport.

Così come in tutta la Campania c’è uno straordinario fermento alla base di gran qualità, il Consorzio One Team, il San Michele Maddaloni e la realtà di Curti, la Scuola Basket Salerno, la straordinaria realtà di Battipaglia, dove i fratelli Rossini hanno riportato uno scudetto in Campania. La Cantù del sud, Agropoli, dove Giulio Russo e Ciro Ruggiero fanno miracoli dal basso. La DELFES Avellino che da anni lavora intensamente con risultati di livello nazionale. Ed anche qui tantissimi altri che lavorano intensamente e concretamente nelle loro palestre.

Prova ne sono gli ottimi risultati del lavoro di Alfredo Lamberti e Renzo Lillo con il Centro Tecnico Federale ed il Programma di Qualificazione Territoriale che ha coinvolto un enorme numero di ragazze e ragazzi con le loro società. E come non sottolineare il lavoro del CNA campano frutto dell’impegno di Claudio Barresi e dei suoi collaboratori, con la rivista tecnica e il Master la Campania si è posta tra le regioni guida del movimento tecnico nazionale.

Volutamente non cito le realtà nazionali di Avellino, Caserta e Scafati, ormai consolidate che comunque mantengono vivo l’impegno con i giovani. 

Ma tornando a Napoli, se ci si ricordasse che la pallacanestro vive proprio per tutte le società che giornalmente, affrontando mille difficoltà, portano in palestra migliaia di ragazzi e ragazze?

 Per questo il basket è vivo sempre, e non solo per qualche giorno, e soprattutto non muore il basket a Napoli con una società!

Ricordiamo che il basket vive sui campi, non negli uffici, o per le manifestazioni di vertice. 

Vive per le migliaia di partite gestite perfettamente dall’ufficio Gare, per gli arbitri ed ufficiali di campo, per i tecnici che lavorano nelle palestre, ma soprattutto per le società strozzate da un sistema sport che non esiste, che rende difficile tutto, dal reperimento delle risorse, ai campi e ad una burocrazia folle. (Siamo l’unico paese europeo in cui lo sport sostiene lo stato che ignora lo sport di base!)

Il basket vive perché noi ci crediamo, lo viviamo nei sogni che proviamo a concretizzare con pazienza! 

Che i giornali e chi ci dirige seguino e coltivino anche e soprattutto il lavoro di base, perché se muore quello allora si che morirà il basket!

Articolo del Roma del 16/4