Il Procuratore Nazionale Antimafia Roberti: Gomorra, la realtà, gli esempi positivi, lo sport…

In due suoi interventi, Franco Roberti, Procuratore Nazionale Antimafia, e sportivo vero (come non ricordarlo nelle partite al PalaBarbuto…), ha portato un interessante contributo alla discussione sul fenomeno Gomorra, soprattutto sulle sue ricadute sociali.

Nel corso della presentazione del libro “La Camorra e le sue storie” parlando di Gomorra-La Serie ha detto:

“Si tratta di prodotti artistici ben fatti che rappresentano la camorra in modo aderente alla realtà. Il punto non è vietare o interdire le proiezioni di Gomorra, il problema è essere capaci di contrapporre ai modelli negativi rappresentati, dei modelli positivi e questo deve essere un impegno di tutta la società.

L’importante è contrastare il fenomeno sulla strada e prevenirlo con una serie di interventi di tipo sociale e che si tratta di attuare anche impegnando risorse finanziarie.

Prevenendo la criminalità assicurando ai giovani occasioni di incontro di carattere sociale, sportivo, artistico, che possano toglierli dalla strada e indirizzarli verso condotte più lecite e produttive.”

E qualche giorno fa su Il Mattino è stato ancor più esplicito:

 «I ragazzi — spiega — vanno sottratti alla camorra: senza la scuola, senza una cinematografia e una letteratura che propongano modelli migliori dei personaggi di Gomorra, senza una prospettiva di lavoro e senza lo sport che educa alla lealtà e al rispetto delle regole, saranno lasciati sempre soli».

Proprio in questo aspetto si può e si deve fare di più, sia nell’avere maggiori opportunità nello sviluppo delle attività sportive, sia da parte nostra, operatori sportivi, nell’educare a questi principi i nostri ragazzi, stroncando ogni comportamento negativo che troppo spesso viene accettato nelle nostre palestre. Non possiamo pensare che certi atteggiamenti siano diversi nello sport e nelle strade, sono figli di uguali devianze che noi dobbiamo contribuire a combattere.