#MandiViviBasket: Francesco Bianco un sogno che diventa realtà

Checco Bianco è arrivato da noi ad agosto, ha fatto miglioramenti sul campo continui a costo di grandi sacrifici. Ma fuori è già diventato un personaggio amatissimo dai compagni.
Quali sono i tuoi ricordi più importanti di questa stagione?

Le mie emozioni più belle sono quelle provate durante la partita contro Latina, quest’anno ho vissuto emozioni uniche. Quest’anno la squadra è stata fantastica, davvero un gruppo fantastico, mi hanno accolto bene. Siamo amici e fratelli anche fuori dal campo.

C’è stato un momento quest’anno in cui ci hai cominciato a credere veramente che sareste potuti arrivare alle finali?

Solo con partita decisiva con Latina, ho aspettato la matematica certezza, durante l’anno ho sempre pensato solo di partita in partita.

Hai imparato ad essere molto costante; quali sono caratteristiche fondamentali per un buon giocatore di basket? 

Impegnarsi sempre durante l’allenamento, starci con la testa sempre, giorno dopo giorno, ascoltare il coach, e essere squadra.
Quale è il segreto per fare gruppo, in squadra, dentro e fuori del campo?

Concentrazione, coesione: in campo e fuori campo noi siamo sempre molto uniti, siamo come una famiglia, noi siamo una squadra veramente fantastica, siamo davvero uniti, e in trasferta e fuori campo. Diciamo che canzoni e battute sono la mia specialità… ci vogliamo bene veramente e ci divertiamo anche fuori dal campo di basket. Ho dedicato pure a Vincenzo Menditto la canzone “Comm’ a ddoje frat’”! È una canzone di Anthony, uno dei miei cantanti preferiti, una delle mie canzoni “da pulmino”. E se ti accorgi che un compagno magari può sentirsi un po’ giù di tono è importante ed è giusto fargli sentire che tu gli sei accanto, giorno dopo giorno, per migliorare e andare avanti.

Si va a Udine per…? 

Per portare a casa la vittoria, punto.

Si impara di più dalle vittorie o dalle sconfitte?

Dalle sconfitte. A Empoli ad esempio, è stata una sconfitta fastidiosa, bruciante, ma ci è servita a migliorare. Le sconfitte che bruciano ti aiutano perché ti fanno sempre pensare.

Nella tua vita, il basket che ruolo ha?

Per me il basket è vita, mi regala giorno dopo giorno emozioni uniche. Mi organizzo tutta la giornata per arrivare in palestra a mente libera.

Qual è il giocatore che ti ispira come esempio e come caratteristiche? 

Mi piace Andrea Bargnani, soprattutto quando gioca di potenza sotto canestro, trova gli spazi, si alza e schiaccia.

Intervista di Francesca Amendola