Marco Vassallo, da Vivi Basket alla Scuola Universitaria Real Madrid, costruisce il suo futuro

Correva l’anno 2011, precisamente febbraio, quando decisi di voler lasciare l’Italia per trascorrere un anno di liceo negli USA alla Tanner High School in Alabama, liceo che mi ha regalato una delle esperienze, sportive e non, più belle della mia vita, la possibilità di giocare come kicker la finale nazionale liceale di football americano, sport totalmente nuovo a me sino a quel momento.

Lasciando l’Italia lasciai anche ciò che nei 3 anni precedenti aveva letteralmente riempito le mie giornate: il Basket o meglio lo feci solo in un primo momento. Il mio legame con il basket nasce da una fortissima passione che ho sin da piccolo un po’ come per il calcio; Passione che ho coltivato iniziando a giocare in un primo momento nella Carpisa Napoli, in seguito divenuta Eldo Napoli ed infine le mia ultima esperienza è legata al Progetto Vivi Basket, fondato da Roberto diLorenzo il quale è stato sempre presente in tutte le mie esperienze cestistiche e con il quale ancora oggi mantengo un rapporto di stima ed amicizia. Smisi di giocare nel 2012/13.

Sin da piccolo mi sono ritenuto una persona molto ambiziosa e competitiva ed è anche legato a questo che presi la decisione di smettere, lo feci per motivi accademici non appena seppi la notizia di essere stato ammesso al corso di laurea in economia aziendale e management alla Università Bocconi a Milano.

Seppi capire velocemente che nel mio caso tra la palla a spicchi e lo studio non era sicuramente la prima che avrebbe potuto portarmi lontano un giorno. In sintesi, fu per questo che preferii concentrare le mie energie nello studio ed iniziai a trattare il “la palla a spicchi” come un hobby/passione da condividere con gli amici, cosa che ancora oggi faccio appena ho del tempo libero.

Qui penso sia iniziato un nuovo capitolo della mia vita, proprio con il trasferimento a Milano. Riflettevo lo scorso luglio, non appena laureato, su quanto questi tre anni mi abbiano formato e di come mi abbiano permesso di chiarire le idee su cosa avrei voluto fare da grande. In realtà dentro di me non ho mai avuto grandi dubbi. Non posso non ringraziare e vivamente raccomandare la mia Università a chiunque la stia prendendo in considerazione, che mi ha permesso di vivere tre anni in un ambiente ambizioso, competitivo e molto internazionale per gli standard universitari italiani circondato da persone motivate e motivanti. Sempre quest’ultima mi ha permesso di scrivere un nuovo capitolo della mia vita, mi ha dato la possibilità di studiare per 6 mesi a Buenos Aires in Argentina, un luogo caratterizzato da una forte cultura italiana ed anche da notevoli problemi sociali ed economici. Qui ho avuto la possibilità di conoscere il Sud America e di imparare una nuova lingua straniera oltre l’inglese, lo spagnolo, lingua che ad oggi per le scelte che ho fatto mi risulta fondamentale, non solo perché vivo a Madrid ma anche in un’ottica futura poiché seconda lingua più parlata nel mondo dello sport.

Non appena finita da quest’esperienza decisi di concentrarmi sul mio futuro e su quale strada avrei dovuto percorrere una volta terminati gli studi a Milano. Come ho già detto in precedenza, tutte le mie idee terminavano con un’unica certezza, avvicinarmi a qualcosa che avrebbe potuto aumentare le mie possibilità di lavorare nel mondo dello sport ad alto livello. Questo è il motivo per il quale ho preso la decisione di fare un Master in Sports Management. Iniziai a valutare diverse alternative in giro per il mondo ma la mia scelta è caduta su Madrid, precisamente la Escuela Universitaria Real Madrid, a discapito di altri Master altrettanto validi in Australia, USA ed Inghilterra dai quali avevo ricevuto un riscontro positivo anche grazie ad alcune esperienze lavorative che ho fatto durante i tre anni, una di queste mi ha permesso di ritornare negli USA, questa volta giusto per qualche mese.

Ad oggi è ancora troppo presto per affermare se sia stata la scelta giusta, poiché ho iniziato ad Ottobre, relativamente da poco per dare giudizi definitivi. Posso sicuramente dire che l’Università, gli argomenti trattati e l’internazionalità del corso (circa 20 nazionalità) mi soddisfano molto ed inoltre ho avuto sin da subito la conferma più importante: che è sicuramente questo il mondo in cui mi piacerebbe muovermi negli anni a venire con una preferenza verso il sistema sportivo americano.

Marco Vassallo