Social e saper essere

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Ormai i social sono entrati nella nostra vita quotidiana ma il loro uso è diventato più una palestra di insulti e critiche maldestre che un modo di comunicare. Nel Corso Allenatore Nazionale da tre anni prevediamo una lezione per provare a dare i primi rudimenti ma non è facile.
Noi li utilizziamo per parlare delle nostre attività, cercando nei commenti delle partite di essere quanto più equilibrati possibile. Rimbalziamo commenti, interviste, video tecnici e motivazionali, utilizzando il sito, Facebook, Instagram e Twitter.
A volte prendiamo posizione in modo ufficiale ma fondamentalmente proviamo ad attenerci ai fatti. Mai interveniamo su ciò che fanno altre società se non per sottolineare esempi virtuosi.
Oggi abbiamo pubblicato un mini video con una parte di una sequenza didattica che ieri abbiamo sviluppato per lavorare sul passaggio ostacolato, senza sicuramente voler far vedere particolari tecnici perfetti ma solo con riprese volanti. Ebbene non c’è qualcuno che ha trovato il modo di criticare e rimproverarci sulla qualità delle esecuzioni, invitandoci ad un bagno di umiltà?
Mi chiedo il perchè? Nessuno ha mai pensato di fare un video didattico, nessuno ha mai sostenuto di essere perfetto, ma soprattutto nessuno di noi è mai entrato in casa altrui mancando di rispetto a chi lavora. Purtroppo il soggetto è solito usare a sproposito Facebook, pur essendo affettuoso e gentile da vicino, ma pronto a dire di tutto dietro una tastiera.
Sia chiaro, ognuno è libero di pensarla come vuole, ma se si vuole fare questo lavoro è fondamentale essere da esempio ai propri allievi, insegnando coerenza e responsabilità, non certo utilizzando i social in questo modo.

Ed anche questa svolta non si è smentìto, almeno si assumesse la responsabilità di ciò che dice!

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