Under 16 – Riflessioni sul torneo di Trapani

A pensarci bene non avevo mai partecipato da capo allenatore ad un torneo giovanile di club di questo livello, le mie esperienze si fermano al 1996 con la nazionale Under 18, ed a Trapani c’era proprio Daniele Parente mio capitano con quello splendido gruppo di ragazzi.

È stata una bella esperienza, umana e tecnica, restare a contatto per quattro giorni con i ragazzi aiuta a capirli, ed aiuta loro a conoscersi.

Un gruppo nuovo con componenti molto diversi tra di loro che si sono bene integrati dentro e fuori del campo. Fondamentale il contributo di Fabio Schisano e Ciro Abete, la grande esperienza ed innata comunicativa di Sky, e l’entusiasmo di un giovane coach come Ciro, hanno aiutato i ragazzi in una competizione durissima per l’alto livello tecnico ed il pesante carico fisico che ci ha portato a giocare 4 partite in 60 ore.

Un’organizzazione veramente perfetta, con sempre tanto pubblico presente, tanti allenatori e giocatori di oggi e di ieri, con cui scambiare opinioni.

Il torneo è stato vinto dall’Oxygen Bassano allenata dal bravo Reziero Napolitano, sulla Stella Azzurra, allenata da Lorenzo Gandolfi, al terzo posto i padroni di casa di Trapani, che hanno perso al photo finish la semifinale proprio con l’Oxygen, quarto posto per la PMS Torino, quinto posto per noi di Vivi Basket che abbiamo battuto un agguerritissima Fortitudo Bologna.

C’è da dire che nelle finale è stata falsata, perché la Stella, già priva di tre giocatori impegnati con la Serie B, ha dovuto fare a meno di Moreno, partito in anticipo per giocare con la sua nazionale, e di due altri giocatori infortunatisi proprio nella prima partita del torneo vinta con Bassano. Ma resta il merito di Bassano che non ha mollato la presa per 40’!

Tecnicamente ho notato il gioco ad altissimo ritmo di tutte le squadre, a volte anche fuori controllo, pochissime strategie difensive a fronte di tantissima intensità ed aggressività. Il metro arbitrale, molto permissivo, a mio parere fin troppo, ha portato a gare durissime in cui noi ci siamo progressivamente adeguati, giocando sia con Torino che con Bologna senza alcun timore. Ottimo per noi il lavoro a rimbalzo dove, dopo il primo impatto traumatico, abbiamo lavorato bene con il tagliafuori.

Molto gioco a tutto campo, in cui ci siamo ritrovati ogni giorno sempre meglio. Dovremo chiaramente migliorare nelle palle perse, troppe per essere competitivi a questi livelli, e tanto sul gioco a difesa schierata.

Molto uso del tiro da tre, in questo noi siamo sicuramente in ritardo, mentre abbiamo fatto buon uso dell’arresto e tiro, dalla media distanza, ma anche qui si può fare meglio.

Ciò che abbiamo fatto meglio è stato attaccare uno contro uno dinamicamente, che con le nuove regole diventa determinante.

Faccio un passaggio veloce sulla nuova interpretazione dei passi, certamente velocizza il gioco, ma si fischiano troppo poche infrazioni e soprattutto c’è qualche errore di troppo sulle partenze da fermo. Ci si è dimenticati completamente dell’infrazione di 3”, che con ragazzi di queste stature concede vantaggi illegali per il rimbalzo d’attacco e gli aiuti difensivi.

Nel Bassano del presidente Da Campo, molto bene i play Gianesini, e Pianegonda, il lungo 2003 Agbamu e Petronella, che dopo aver lasciato Avellino, a stagione in corso, ha trovato un suo spazio ideale.

Nella Stella ottima la coppia Moreno, play atletico di Santo Domingo, sempre in controllo, ed il lunghissimo, Nzosa, nato nel 2003, l’ala Faloppa ed il play del 2004 Kuuzma.

I padroni di casa del presidente Basciano ha un ottimo gruppo, con i migliori giocatori siciliani riuniti a Trapani, allenati da Fabrizio Canella, gioca a mille all’ora con l’Ucraino Piachark e il folletto Basciano a tirare il gruppo.

Nel PMS Torino, allenati da Mosso ed Abrate, mi ha ben impressionato l’MVP del torneo, l’ala Reggiani ben sostenuta da un gruppo di giocatori atletici e con ottimi fondamentali, con loro è sempre difficile accoppiarsi difensivamente.

La Fortitudo ha un gruppo, ben allenato da Loperfido, non si pche incarna perfettamente lo spirito fortitudino, mai domi, grande ritmo, ed un ottimo giocatore in Tognoni bravo sia spalle che fronte a canestro.

È stata una importante esperienza per tutti noi dopo due mesi di lavoro insieme, con la coscienza dei limiti emersi avremo un percorso ancor più chiaro su cui impegnarci per poi riproporre a Natale un nuovo test. Si dovrà giocare con la stessa intensità in campionato con un giusto transfert e puntare forte sulla crescita individuale responsabile per migliorare l’efficacia della squadra.

Roberto di Lorenzo