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Nell’ultimo mese ho avuto spesso occasione di scambiare opinioni con alcuni dei miei maestri. Mi rendo conto che con il passare del tempo sono più vicino a loro che ai giovani d’oggi e ne sono fiero!

Ripenso a ciò che mi hanno trasmesso, in tempi completamente diversi, ma poco cambia, il saper essere fa la differenza.

Nessuno sconto per i più giovani, tutti devono fare gavetta, meritarsi le occasioni in campo. Di base i giovani sono tali, devono mostrare di saperci stare. Penso a Maurizio Ragazzi, Max Sbaragli, Paolo Pepe, Mimmo Morena, Giovanni Dalla Libera, ma anche ai tanti che non hanno raggiunto quei livelli, pur giocando per tanti anni ad ottimi livelli, Peppe Liguori, Antonino Di Gennaro, Alfio Romito, ad altri che comunque si sono realizzati alla grande nella vita, pur avendo sofferto per le opportunità negate, Pietro D’Orazio, Gianni Verde. Potrei nominare tanti che si sono allenati stagioni intere senza mai entrare, sempre con lo stesso entusiasmo, per poi essere oggi ottimi professionisti nel mondo del lavoro.

A nessuno di loro è stato regalato niente, o peggio sventolate illusioni con fantomatiche apparizioni, il Tau mi rimproverava sempre quando spingevo per fare entrare i ragazzi.

Erano tempi in cui c’era più spazio per gli italiani, con solo due stranieri, ma tanta più coscienza dei limiti e dell’importanza di crescere gradualmente senza coltivare false illusioni.

La più grande differenza? I dirigenti e gli allenatori, ad ogni livello, uomini straordinari che operavano per far crescere i giovani, giocatori ed allenatori. La presenza silenziosa, all’interno del proprio ruolo, delle famiglie, l’importante era che i loro figli crescessero in modo sano, molti di loro li ho a malapena conosciuti.

Ma oggi, per qualcuno, chiedere responsabilità e rispetto degli impegni, pur rinunciando a qualche occasione fugace, vuole dire “essere vecchio”.

I sogni sono importanti ma poi conta ciò ognuno fa quotidianamente per superare i propri limiti e migliorare in campo e fuori, come persona.

Purtroppo la visita di oggi con il dott. Arienzo ha confermato la rottura del legamento crociato anteriore per Alessandro Mansi. L’incidente è avvenuto venerdì 30 marzo a Muggia, nel corso della partita con il Basket Trieste, Ale per cercare di evitare un’avversario si è procurato la lesione.
Una disdetta per Ale che finalmente quest’anno aveva condotto, da capitano, la squadra a qualificarsi per le finali interregionali. 
Ma siamo convinti che tornerà più forte di prima e riprendere il comando della squadra che dall’anno prossimo riprenderà ad inseguire il sogno delle finali nazionali.
Vi propongo un collage delle foto di Alessandro con Vivi Basket dal 2012. 

Ed arriva il primo minuto in campo per Alessandro Morgillo in LegaUno, nella partita giocata a Varese da Pesaro.

La felicità di tutto il mondo Vivi Basket.

11 giocatori della squadra Under 18, allenata da Alfredo Lamberti, che ha disputato le finali nazionali di Udine 2017 stanno giocando nei campionati senior. Ben quattro tra LegaUno e LegaDue con l’esordio odierno di Simon Zollo, cresciuto nella Flegrea di Carmine Scotti, che ha giocato per quattro anni con noi.

Era il 1979, fu la mia prima interzona giocammo a Matera con Brindisi, perdendo nel finale con la squadra che poi arrivò seconda in Italia. In quella squadra giocavano Massimo Zollo, oggi ricercatore di fama mondiale, allenatore della nostra serie C, e Massimo Sbaragli, papà dei due gemelli che oggi giocano con Vivi Basket.

L’anno dopo una mitica partita con il Banco Roma a Scafati, persa dopo due supplementari, nel pallone pressostatico di Nocera.

Da allora tante altre finali, questa per me è la numero 14, pensavo di aver chiuso nel 2011, con il meraviglioso gruppo del ’96. Ma questi ragazzi mi hanno regalato una grande gioia.

La pallacanestro è cambiata, i ragazzi anche, la passione e le emozioni sono le stesse. Sicuramente è più difficile, perché in questa società con pochi valori, lo sport è diventato un punto centrale per l’educazione e lo sviluppo mentale, emotivo e fisico dei ragazzi. Ci si deve impegnare costantemente, nulla può essere casuale.

Quest’anno ho ripreso e questo traguardo, pur nelle incredibili difficoltà in cui viviamo, mi da gioia, così come coinvolge tutti gli artefici di questa vittoria. Da Peppe Domenicone a Fabio Schisano, all’Angelo Di Meo, ad Antonio Caliendo, che ci ha ospitato, senza di lui saremmo scomparsi, agli assistenti Abete, Zollo e Ponticiello, al preparatore Andrea Di Bonito, ad Alfredo che da due mesi mi aiuta, come facevo io con lui 20 anni fa, a tutti i ragazzi, a 65 anni ho scoperto di avere 26 figli, ed alle loro famiglie, le società che ci hanno dato in prestito i loro ragazzi, Cuore NAPOLI, Sporting Portici, Arzano, Ischia e Casalnuovo, il Nostro successo è anche Loro!

È un successo di tutto il Progetto, dai piccoli della Fondazione Laureus, alle streghette, agli altri ragazzi del progetto, fino ai grandi appassionati della Prima Divisione.

È stato un campionato difficile con 5 squadre di egual livello, con cui si poteva vincere e perdere, non erano ammessi passi falsi, siamo stati bravi a superare tante difficoltà e, soprattutto, a fare grandi miglioramenti individuali, allenandoci a tutte le ore, ogni qualvolta era possibile. Mi sembrava di essere tornato al 2005 quando gli allenamenti erano comunicati la mattina per la sera. I miei compagni di viaggio di allora mi sono stati vicini, Alessandro Stendardo, Aldo Russo, Alessandro Rossi, Marco Pomicino. Qualche delusione, invidia, poca memoria del passato, ma è la vita.

Noi vorremmo che fosse il primo passo di un nuovo ciclo che porti in alto Vivi Basket e la pallacanestro napoletana.

Il percorso è difficile avremo bisogno del Comune, che riesca a riaprire gli impianti, e dei vecchi e dei nuovi sostenitori che ci aiutino a rendere sostenibile l’attività.

Ed infine lo dedico a Lei, che mi sta vicino nell’ombra, a Tonia Bonacci, sempre pronta ad aiutarmi, e ad Ettore Messina, che mi sostiene da lontano con le sue parole ed il suo esempio!

VIVI BASKET!

Entra in campo ed in 18″ va a canestro Antonio Gallo su assist di Antonio Crescenzi.

È il suo primo canestro in serie A, che sia il primo di una lunga serie!

Tutti i Blue Pelicans festeggiano con lui!

È il pensiero va ai suoi genitori, Ale e Gianfranco, ai suoi compagni di squadra, ai dirigenti, Peppe, Fabio, Antonio, Pietro, agli istruttori da Antonio a tutti gli allenatori, Francesco, Jacopo, Pierluigi, Aldo, Massimo, fino ad Alfredo che lo ha plasmato negli ultimi due anni, ma soprattutto a lui, che da domani sarà in campo a confermare i suoi progressi!

Alessandro Morgillo, uno di noi, è stato convocato da Boscia Tanjevic e GregorFucka per lo stage di Jesi. Vivi Basket in questi anni è stata fucina di giocatori e continua ad esserla, in questa città in cui gli sforzi per portare avanti il basket vengono spesso mortificati.

Pochi ci credono, noi fino a che avremo forza non ci arrenderemo. E con noi tutti i ragazzi, le loro famiglie, i nostri allenatori, di ieri e di oggi, Fabio, Angela, Angelo e Peppe, senza cui nulla sarebbe possibile.

Con loro tanti piccoli e grandi sostenitori che, anche nella drammatica situazione attuale, ci sostengono e ci permettono di!andare avanti

I convocati del Progetto Lunghi

 

Siamo nel nostro dodicesimo anno di vita, Domenico è il nostro primo giocatore”fuori sede”! Ischitano, anzi casamicciolese, vive a Napoli grazie a Flavia e Maurizio che lo ospitano con Alessandro.

Chi mi conosce sa che non amo le foresterie, l’unica mia scelta è il vivere in famiglia.

Non è facile vivere responsabilmente lontano dagli affetti, solo una famiglia può cenare una famiglia! Un abbraccio Domenico, è duro ma sappiamo che tu ci sei!

C’è un po’ di Vivi Basket oggi a Firenze: regista dell’evento è Marco Aloi, responsabile Marketing della LBA, e Luciano D’Ancicco, preparatore fisico della Germani Brescia.

Marco ha dato tantissimo nei suoi anni a Napoli, con operazioni che restano nella storia del marketing sportivo. Purtroppo l’assenza di una progettualità a Napoli lo ha portato in giro per l’Italia. La finale di Firenze è il primo evento che lo vede in prima fila nel suo nuovo ruolo, ed il successo della manifestazione testimonia la sua grande professionalità.

Luciano D’Ancicco è stato il nostro primo preparatore ed assistente con le squadre allenate da Giacomo Leonetti, che disputarono due finali nazionali. Proprio lui che da giocatore venne a giocare con il Napoli Basket. Ottimo ragazzo, silenzioso, riservato ma ottimo professionista che quest’anno ha avuto quest’opportunità importante che sta sfruttando al massimo. In bocca al lupo Luciano!